No, no! Adesso voglio la parola buona, la parola che irrompe dal cuore. So di meritarla, adesso, di essermela conquistata a prezzo di angoscie e di umiliazioni terribili.... Adesso, Giovanni. Non andartene così, o una barriera, insormontabile forse, si eleva tra di noi.... Giovanni!

(Giovanni à uno scoppio di pianto, si copre la faccia colle mani. Flaviano lo circonda, gli fa volgere le spalle e lo trascina fuori).

Alessandro

(sta come ipnotizzato a fissare la porta dalla quale uscirono Giovanni e Flaviano; poi si volge, à un impeto di commozione e ricade su una poltrona, disperatamente. Lunga pausa. A un tratto si scuote, si solleva). No, no! non così, non così. Agire, bisogna, non disperarsi. (Si dirige a destra) Elisa? Elisa? (Esce a destra. Cala la tela).

Fine del II. Atto.

ATTO TERZO

SCENA I.

Elisa — Eva

(Elisa è in piedi accanto alla finestra. Eva seduta accanto al tavolo a destra, coi gomiti sul tavolo e la testa sui gomiti).

Elisa