Eva
(allibisce un momento, ma si rifà, tenta protestare) No!.... (Rincula paurosa).
Alessandro
(venendo a lei, fremente, e togliendosi di tasca un pacchetto di lettere) Spudorata! (Le agita dinanzi agli occhi il pacchetto) Spudorata!
Elisa
(accorrendo) Alessandro!
Alessandro
(a Elisa) Sì, tua figlia à mentito dicendosi innocente! Quel ragazzo era il suo amante!.... (Un silenzio. Le forze pajono mancargli) Sono stato, adesso, in casa Marinelli. Speravo, mettendomi d'accordo colla madre, scongiurare il pericolo che ci minacciava. E abbiamo frugato nella stanza di quel mascalzone, obbligato a partire, improvvisamente, all'alba, dal padre, che sapeva tutto e prevedeva il pericolo. Improvvisamente. E dove credevo trovare le prove dell'innocenza di mia figlia, vi ò trovata la sua condanna. (A Eva, che si accascia sul divano, coprendosi la faccia colle mani) Eccole qua, le tue lettere d'amore!.... Le ò rubate, sì, le ò trafugate alla Contessa, che era là più morta che viva; e non sapeva, e non sa cosa contengono queste lettere. Eccole qua....
Eva
(che alle ultime parole à sollevata la testa, corre ai ginocchi di Alessandro) Papà, papà, perdonami, distruggile.... subito, che Giovanni non sappia....