XVIII.
Dolce cosa! La fata ove dimora
Che far seppe un incanto così bello?
In te, dici? La buona fata allora
Come il cuor del tuo cuore ama, o fratello!
Dana.
Alcune settimane dopo la data di quella sua missiva Gertrude seppe da Giorgio, il quale andava giornalmente in città a fare la spesa, che la signora Sullivan aveva lasciato detto per lei nella bottega del rubicondo macellaro, loro antico conoscente, ch'era giunta una lettera di Guglielmo, e che venisse a leggerla non appena le fosse possibile. Emilia acconsentì di buon grado a permetterle d'andarci subito, ma c'era una difficoltà: Carlotto, l'unico cavallo che il signor Graham teneva, appunto era fuori, e non si presentava nessun'altra occasione.
— O perchè non la mandate con l'omnibus? — domandò la signora Ellis.
Gertrude le rivolse uno sguardo di gratitudine. Era la prima volta che quella donna favoriva un suo desiderio.
— Sola? — disse Emilia. — Non la crederei abbastanza sicura.