— Non abbastanza sicura? Una ragazza così grande! — esclamò la governante che, considerata quale una persona di famiglia, usava parlare alla signorina senza soggezione.
— Vi pare?... Infatti, a me sembra sempre una bambina; ma oramai è quasi una ragazza, come voi dite, e dev'essere capace di badarsi da sè. Gertrude, sei certa di conoscere la strada, dalla stazione degli omnibus, in Boston, alla casa della signora Sullivan?
— Oh, benissimo, signorina Emilia! — rispose la fanciulla.
Senz'altre esitazioni, le furono posti in mano due biglietti per l'andata e il ritorno con la vettura pubblica, ed ella partì tutta raggiante e palpitante di gioia. Trovò la vedova e il vecchio Cooper in buona salute, e lietissimi delle ottime notizie avute da Guglielmo, il quale, dopo un lungo ma pur piacevole viaggio, era arrivato a Calcutta sano e salvo. Egli descriveva la sua nuova casa e le sue nuove occupazioni, parlava de' suoi nuovi principali: il rimanente della lettera era dedicato ad affettuosi messaggi, a domande riguardanti i suoi cari, e Gertrude v'aveva gran parte. Questa desinò con la signora Sullivan, poi ritornò sollecitamente a prendere il suo posto nell'omnibus.
Mentre aspettava la partenza si divertiva a guardare i passanti. Mancava poco alle tre, ed ella cominciava a credere che non avrebbe avuto compagni di viaggio, quando la colpì la voce d'una persona da lei non veduta: una voce strana. Andò verso l'uscio, e le apparve dietro la vettura la figura più bizzarra che mai si fosse offerta a' suoi occhi. Era una vecchia signora, piccola e assai curva. Alla prima occhiata Gertrude riconobbe un medesimo spirito originale nell'idea e nell'esecuzione di ciascuna parte del suo straordinario abbigliamento. Ma non aveva ancora bene osservato i numerosi particolari di quell'insieme stupendamente grottesco, che la sua attenzione fu cattivata dal contegno non meno curioso della vecchietta.
Dopo vani tentativi di salire nel piuttosto incomodo veicolo, ella era rimasta con un piede sul primo scalino e chiamava in suo soccorso il conduttore. L'uomo venne a lei.
— Signore, — ella domandò con tono dignitoso — cotesto cocchio viaggiante è affidato alle vostre onorevoli cure?
— Come dite?... — fece egli. — Ah! Gnora sì, sono il cocchiere. —
Così dicendo aperse l'uscio, e senz'aspettare la cerimoniosa richiesta ch'era sulle labbra della passeggera, le pose una mano sotto un gomito, e innanzi ch'ella s'accorgesse della sua intenzione, la issò fin dentro l'omnibus, e richiuse.
— Ohimè! — ella gemette sedendosi di faccia a Gertrude e accomodando le pieghe del suo velo e gli altri suoi panneggiamenti. — Quell'individuo non è versato nell'arte di porgere aiuto a una signora senza detrimento della sua abbigliatura. Oh Dio, oh Dio! — proseguì tutto d'un fiato. — Ho perduto il mio parasole! —