Ella aveva indossato una veste di lana nera, semplice benchè di foggia un po' strana, in cui pareva signora di miglior qualità che con le sue gale di trina da lei tanto pregiate. Portava un gran bicchierone d'acqua pepata, che offerse alla sua ospite dicendole che le avrebbe scaldato lo stomaco ed evitato un'infreddatura; ma la ragazza, rattenendo a stento le risa, ricusò il beveraggio. Allora la signorina Marta sedette e, mentre andava sorbendo con voluttà quello stravagante rinfresco, incominciò una conversazione la quale a momenti induceva la sua interlocutrice a crederla una donna molto sensata, a momenti la persuadeva ch'ella era pazza addirittura.

Gertrude faceva su di lei un'impressione più precisa. La giovane damigella, com'essa diceva, era incantevole, possedeva un intelletto degno d'una regina, aveva le forme snelle, e l'andatura leggera di una gazzella, e movenze più graziose di quelle del cigno.

Quando Giorgio venne a riprenderla, la signorina Pace mostrò un sincero rincrescimento di separarsi da lei, e l'invitò cordialmente a ritornare. Ella glielo promise.

Le consolanti notizie di Guglielmo e le divertenti avventure della sua gita avevano infuso a Gertrude una così briosa allegrezza, ch'ella balzò dal legno e salì le scale con quella sua aerea rapidità di piccola fata che lo zio True tanto amava, e che l'abbattimento cagionatole dalla morte del buon uomo le aveva fatto perdere. Di corsa si diresse verso la sua camera per deporre il cappello e mutar vestito prima d'andare in cerca d'Emilia a cui si struggeva di raccontare gli avvenimenti della giornata.

Ma sulla soglia incontrò Brigida, la donna di servizio, che ne usciva con in mano la granata, la cassetta, e il resto. E, domandatole che ci fosse venuta a fare a quell'ora insolita, seppe che la signora Ellis durante la sua assenza aveva ordinato di ripulire la stanzina da cima a fondo e mettere a posto i mobili da lei destinativi, giacchè era stata allestita provvisoriamente, e si trovava finora un poco sossopra. Turbata, senza ben sapere perchè, all'idea di quest'invasione del suo dominio da parte della governante, ella s'affrettò ad ispezionarlo con un lieve senso d'inquietudine che man mano venne trasformandosi in collera veemente.

Nel lasciare la casa della signora Sullivan per quella del signor Graham a Boston, Gertrude aveva portato seco, oltre il baule contenente i vestiti e la biancheria, una certa vecchia scatola di latta, e l'aveva accuratamente riposta sul palchetto d'un armadio a muro nella sua camera, dov'era rimasta tutto l'inverno chiusa, senz'esser mai notata da nessuno.

Quando la famiglia si trasferì in campagna la scatola v'accompagnò la sua proprietaria, portata da questa e vigilata con grande attenzione. Là, non essendovi nella nuova camera di Gertrude alcun ripostiglio, essa la nascose in un angolo dietro il letto. Ora appunto la sera innanzi la sua gita in città ne aveva estratto e rimirato parte degli oggetti custoditivi. Ognuno era per lei un caro e mesto ricordo, e molte lacrime aveva sparso la fanciulla su quel suo piccolo tesoro. C'era il Samuele di gesso, primo regalo dello zio True, assai deteriorato dal tempo e dai disastri. Esaminando una grave contusione alla nuca, effetto d'un colpo datogli sbadatamente dallo stesso donatore, e rammentando come il buon vecchio si fosse pazientemente ingegnato a riparare il danno, sentiva che non si sarebbe privata della povera figurina per tutto l'oro del mondo. E c'erano le sue pipe, annerite dal lungo uso, umili pipe d'argilla, ma pensando che a lui avevano procurato tanto piacere, ella trovava una consolazione nel conservarle piamente. S'era portata via anche la sua lanterna, perchè non poteva scordare la gaia fiammella che aveva recato il primo raggio di luce nell'oscurità della sua vita. E come poi avrebbe trascurato il vecchio berretto di pelo sotto cui le sembrava di rivedere il benevolo sorriso che tante volte v'aveva cercato, e mai invano?... A queste reliquie s'aggiungevano alcuni balocchi, qualche libro figurato donatole da Guglielmo, un minuscolo panierino ch'egli aveva intagliato per lei in un guscio di noce, e altre coserelle.

Tutti quei vari oggetti, tranne il berretto di pelo e la lanterna, ella li aveva lasciati sul caminetto. Ed ora, entrando nella camera, il suo sguardo corse subito in cerca dei preziosi ricordi. Non c'erano più. Il caminetto era diligentemente spolverato, e affatto sgombro. Si precipitò verso l'angolo dove teneva la scatola di latta. Scomparsa anche questa. In un baleno Gertrude raggiunse la serva, la chiamò, la tempestò di domande ansiose.

Brigida serviva in quella casa da poco, ed era uno dei più stupidi esemplari della sua specie; ma la fanciulla seppe così bene interrogarla, che riuscì a chiarirsi di ogni cosa. La figurina, la lanterna e le pipe erano state buttate in un mucchio di vetri rotti e di cocci e ridotte in briciole, come Brigida affermava; il berretto, dichiarato invaso dalle tignuole e condannato al fuoco; quanto agli altri ammennicoli, ella non era proprio sicura, ma supponeva che avessero finito anch'essi nel camino. E tutto questo, in obbedienza agli ordini formali della signora Ellis. Gertrude lasciò andare Brigida senza farle conoscere la gravità della perdita che soffriva, e chiuso l'uscio si gettò sul letto e dette in un violento scoppio di pianto.

— Ah, questa, — ella pensava — questa era la ragione che la induceva ad agevolare la mia gita! Ed io credevo che volesse compiacere al mio desiderio! Venire qui voleva, per derubarmi, la ladra! —