— Impossibile, signor dottore, io non so guidare.
— Bisogna che impariate: v'insegnerò io. Non avete mica paura?
— Oh, no! Ma il signor Graham....
— Non v'occupate del signor Graham. Date retta a me. Rispondo io che ritornerete a casa sana e salva. —
Gertrude era per sua natura coraggiosa. Non aveva mai guidato un cavallo, ma essendocisi messa senza timori, vinse la prova a maraviglia: e poichè il dottor Jeremy continuò a farsi condurre da lei, ella acquistò presto molta perizia nell'uso delle redini. Non è forse questa una bravura particolarmente desiderabile in una donna: a Gertrude tuttavia fu assai utile.
Il medico mantenne la promessa di stabilirla al capezzale della malata. La prima volta che dopo quel loro colloquio visitò Emilia, parlò a questa della fanciulla in termini di grande encomio per la devozione al vecchio True e le qualità di buona infermiera da lei mostrate; poi le domandò per qual ragione fosse stata espulsa dalla sua camera.
— È tanto apprensiva, — ella rispose — teme che la febbre le s'attacchi.
— Non dovete crederlo. È troppo contrario al suo carattere.
— Vi pare? — fece vivamente la cieca. — Ma la signora Ellis....
— V'ha detto una bugia, — l'interruppe egli. — Gertrude invece si strugge di venire ad assistervi. E n'è capace quanto la signora Ellis, anzi meglio, perchè la cosa più necessaria per voi è la quiete, e proprio questa non la potete avere con quel donnone loquace dattorno. Pertanto, io, la signora Ellis la mando a Gerico, fin da oggi, e vi porto qui la mia piccola Gertrude, che non è più rumorosa d'un topolino e ha una buona testa sulle spalle. —