— O se mi conduce lei tutti i giorni alla stazione, da sei settimane in qua! — replicò egli.

— Dite davvero? — esclamò la signorina Graham alla quale riesciva strana l'idea che un cavallo fosse governato da mano femminile.

E poichè il dottore le assicurava ch'era proprio così, e che non aveva da temere alcun pericolo, Carlotto fu attaccato al legno, ed ella fece la sua trottatina accompagnata dalla signora Ellis e condotta da Gertrude. L'esperimento ebbe esito felicissimo. Queste giterelle, spesso ripetute, giovarono molto alla convalescente, e furono piacevolissime per tutte e tre.

Sul principio d'autunno la salute d'Emilia era rifiorita. Il vecchio Carlotto veniva requisito ogni giorno: ed essendo di solito la governante trattenuta dai suoi doveri di massaia, Emilia e Gertrude andavano sole in un gran buggy di forma antiquata. Così la perizia acquistata dalla fanciulla nel guidare divenne per la cieca, come questa diceva, la sorgente del maggior piacere ch'ella avesse gustato da anni.

Gertrude rivide due o tre volte il pigro giovanottino in cui il dottor Jeremy era andato ad inciampare saltando nell'orto della signora Bruce per rubarvi pere.

Una mattina egli venne a sedersi sul muretto mentre ella era al lavoro tra le sue aiuole, e dopo avere espresso la propria maraviglia per la sua diligenza, e parlato un po' con lei di fiori, le rivolse alcune domande intorno al dottor Jeremy, e finì col chiederle come ella si chiamasse.

Gertrude arrossì. Era molto sensibile su questo punto. Benchè tutti le dessero il cognome di Flint, ed ella solesse portarlo senza pensarci, pure, quando veniva interrogata direttamente, non poteva non rammentarsi che nè quello nè alcun altro le apparteneva.

Emilia aveva fatto cercare Annetta Grant per cavarne qualche cosa sulle origini della bambina; ma costei non abitava più da anni nella sua casa d'allora, e nessuno del vicinato sapeva dove si trovasse nè che fosse avvenuto di lei.

Gertrude, dunque, arrossì alla domanda del giovanetto; nondimeno rispose con dignità che se egli voleva conoscere il suo nome, doveva prima dire il proprio.

— Non ve lo dirò punto! — replicò questi sfrontatamente. — E se non volete dirmi il vostro non me ne importa. —