— Tu parli d'essere in città come d'una cosa sicura; m'immagino dunque che tutto è già stabilito.
— Ah, non v'ho raccontato la mia visita al signor W.? È vero, scusate.... Ottimo uomo, quanta riconoscenza gli debbo! Mi ha promesso il posto.
— N'ero certa, dopo ciò che v'aveva detto dalla signora Bruce.
— Certa! E io che quasi mi peritavo di parlargliene!... Mi pareva impossibile che avesse tanta fiducia in me.... Invece è stato così buono, benevolo! Non oso riferirvi le parole che m'ha detto circa la mia capacità d'insegnare.... temerei di sembrarvi troppo vana.
— Non hai bisogno di riferirmele, cara; so da lui stesso come egli apprezzi le tue felici attitudini. Non potresti dirmi nulla di più lusinghiero per te, delle cose che ho udite dalle sue labbra.
— Il mio amato zio True voleva ch'io diventassi maestra: era l'apice della sua ambizione. Sarebbe contento ora, non è vero, cara Emilia?
— Senza dubbio si glorierebbe di vederti assistente in una scuola come quella del signor W. Forse però penserebbe come penso io che ti assumi impegni superiori alle tue forze. Tu sarai occupata le intere mattinate a far lezione, e tuttavia ti proponi d'esser l'infermiera della signora Sullivan, e la custode del suo vecchio padre demente. Bambina mia, tu non sei assuefatta a coteste eccessive fatiche, e io mi tormenterò incessantemente con la tema che la tua salute non vi resista.
— Oh, cara Emilia, non dovete affatto mettervi in pena per me! Io sono sana e robusta, e mi sento capacissima di tutto ciò che ho divisato. Il mio solo timore è che voi possiate soffrire alquanto a cagione della mia lontananza, e il pensare che io, lasciandovi....
— So che intendi dire, Gertrude: ma non averlo cotesto timore. Io sono sicura del tuo affetto. Ho fede che non mi posponi se non al tuo dovere, e non vorrei per nulla al mondo che tu mi dessi la preferenza. Caccia dunque dalla tua mente quel pensiero, e non credere ch'io sia tanto egoista da desiderare di trattenerti. Solamente sarei più tranquilla se tu rinunziassi per ora alla scuola. Potresti andare dalla signora Sullivan e stare con lei finchè ha bisogno del tuo aiuto; forse al tempo della nostra partenza per il Mezzogiorno ti troveresti libera d'accompagnarci in quel viaggio, che certo sarà allora per te un ristoro necessario.
— Ma, cara Emilia, come conciliare le cose? Io non posso piantarmi in casa della signora Sullivan a titolo di ospite, sia pure con l'intenzione di renderle servigio, e nemmeno offrirmi a lei in qualità d'infermiera, posto che non vuol riconoscere d'esser malata. Ho ponderato la questione, e veduto che anche usando tutta la finezza e tutta la delicatezza immaginabili, non c'era verso di risolverla. Inoltre, dopo tanto tempo che sto con voi, essa deve credere ch'io non sia più adatta alla semplice vita d'una volta. Ma quando il signor W. mi disse che gli occorreva un'assistente, facendomi comprendere che non gli sarebbe dispiaciuto di dare a me quel posto, mi balenò un modo d'effettuare il mio disegno. Ero certa che se la signora Sullivan avesse saputo che io entravo come insegnante in quella scuola e dovevo cercarmi una dozzina per l'inverno perchè voi l'avreste passato nel Mezzogiorno, invece di ritornare in città, non solo non si sarebbe ricusata d'accogliermi in casa sua, ma non avrebbe permesso che andassi altrove.