— E così è stato?

— Precisamente. Ed io mi sono ancor più persuasa del bisogno ch'ella sente d'un appoggio, tanto l'ha consolata il pensiero d'avermi seco.

— Tu sarai un tesoro per lei, Gertrude: lo so bene!

— Oh, no! Purtroppo non spero d'essere di grande utilità. Ma per poco ch'io possa, sarà sempre più di quanto potrebbe in questo caso qualsiasi altra. La signora Sullivan, essendo vissuta sempre ritiratissima, non ha nessuna amica intima, e davvero non vedo, me eccettuata, chi ammetterebbe volentieri sotto il suo tetto. Con me c'è avvezza, e mi vuol bene. Io non le do impaccio, anzi mi concede perfino d'aiutarla nelle sue faccende, benchè spesso dica ch'io sono diventata una signorina, non usa alle fatiche materiali. Sa poi che ho un certo influsso sul signor Cooper: vi parrà forse strano, e io stessa non so spiegarmelo, ma l'ho, positivamente. Io credo che sia in parte perchè egli non mi fa punto paura e m'oppongo con fermezza a' suoi insensati capricci, in parte perchè gli sono meno familiare di sua figlia. Ma c'è anche un'altra cosa che mi conferisce un gran potere su quel povero vecchio. Egli, com'è naturale, m'associa nella sua memoria con Guglielmo: ci ha veduti per tanti anni sempre insieme, abbiamo lasciato la casa quasi ad un tempo, e non ignora che la corrispondenza con lui è tenuta principalmente da me. Sembra che da quando la sua mente si è indebolita, egli non pensi che al suo nipote, sicchè in qualunque momento, e per quanto eccitato e caparbio si mostri, io riesco a calmarlo proferendogli le ultime notizie dell'assente; e non importa se gli ripeto cento volte il contenuto d'una medesima lettera: per lui è sempre nuovo. Non avete idea, cara Emilia, di come io giunga a dominarlo, grazie a questo piccolo fatto. Ho notato oggi che la mia facoltà di dirigere i suoi pensieri sollevava la signora Sullivan d'un gran peso; ed ella pareva tanto felice, quando mi sono accomiatata stasera, parlava con sì lieta speranza del conforto che sarebbe per lei l'avermi presso di sè quest'inverno, ch'io mi sono sentita compensata del mio sacrificio. Ma poi, non appena vi ho veduta, al mio ritorno, e ho pensato che voi andate via, lontano, e che passerà chi sa quanto tempo prima ch'io sia di nuovo la vostra compagna, ho provato.... —

Gertrude non potè proseguire. Chinò la testa sulla spalla d'Emilia, e pianse.

La signorina Graham la consolò con immensa tenerezza.

— Siamo state felici insieme, — ella disse — e tu mi mancherai, dolorosamente. La metà almeno di ciò che ho goduto della vita in questi ultimi anni la devo a te; ma non t'ho mai tanto amata come in questo momento che ti accingi a lasciarmi, perchè nel tuo sacrificio di te stessa vedo la più nobile, la più preziosa virtù di cui possa fregiarsi una donna. So che i Sullivan ti sono molto cari, e ben a ragione, e comprendo il tuo desiderio di riconoscere le tue antiche obbligazioni con loro; tuttavia il preferirli a noi, ora, rinunziando senza un lamento al bel viaggio dal quale ti ripromettevi tanto piacere, mi prova che la mia Gertrude è la buona e brava fanciulla ch'io speravo di vederla divenire e pregavo Dio di farla. Tu sei nella via del dovere, figliuola mia, e sarai ricompensata dall'approvazione della tua coscienza se non altrimenti. —

Mentre Emilia terminava di dire queste parole, svoltavano in un viale del giardino dove incontrarono una servetta che le cercava per avvertirle che la signora Bruce e suo figlio erano nel salotto e chiedevano di tutt'e due.

— Le hai comprato i suoi bottoni, in città? — domandò la signorina Graham a Gertrude.

— Sì, — rispose questa — e li ho trovati adattatissimi al vestito; probabilmente le preme di sapere se ho eseguito bene la commissione; ma come mi presento, così?