— Io mi fo accompagnare da Caterina; tu entra in casa dalla porta laterale e vai alla tua camera senza che ti vedano. Ti scuserò intanto con la signora Bruce; poi, quando ti sarai rinfrescata gli occhi e ti sentirai più calma, scendi in salotto. —

XXI.

Ma non forse sarà miglior consiglio

Ritirarci? S'appressa una tempesta.

Milton.

Quando, mezz'ora dopo, Gertrude entrò nel salotto, il suo viso non mostrava più traccia della commozione d'animo che l'aveva tanto turbata. La signora Bruce le mandò dal canapè un amichevole cenno di saluto: il signor Bruce si rizzò e le offerse la sua seggiola, mentre il signor Graham le indicava un posto accanto a lui, nel vano della finestra, dicendo con tono benevolo:

— Vieni qui, Gertrude. —

Ella non accettò nè l'una nè l'altra profferta. Andò a sedersi invece sull'ottomana, ch'era presso a una porta vetrata aperta a due battenti, di dove una scalinata metteva nel giardino. Subito il giovanotto la raggiunse, e adagiatosi in un atteggiamento d'indolenza sui primi scalini, prese a discorrere con lei.

Il figlio della signora Bruce non era altri che il signorino dallo zucchetto di velluto, che anni addietro soleva schiacciare dormitine nell'erba, sotto il pero. Egli aveva fatto di recente un viaggio in Europa, e superbo della rinomanza che gli davano i suoi baffi, il suo sarto francese, e il possesso d'un bel patrimonio, si compiaceva più che mai in sè medesimo.

— Avete dunque passato tutta la giornata a Boston, signorina Flint?