— Affari della mamma. Nulla che importasse a me. E per lei quella temperatura era una scusa. Se avessi saputo che voi eravate nel treno, come ho scoperto poi, avrei perseverato nel mio proposito, attratto dal piacere di percorrere la via Washington al vostro fianco.
— Io non ho preso per via Washington.
— Ma l'avreste fatto con una scorta conveniente.
— Se avessi dovuto far un giro vizioso per accompagnare la mia scorta, il vantaggio d'essere scortata sarebbe stato assai dubbio, convenitene! — ella disse ridendo.
— Che spirito pratico avete, signorina! Intendete dire che quando andate in città è sempre con un programma d'operazioni prestabilito, e che niente al mondo può stornarvi da quanto vi siete proposta?
— No, no. Credo anzi che sia facile persuadermi o dissuadermi, adducendo ragioni sufficienti. —
Il giovane si morse le labbra.
— Dunque, voi non fate cosa alcuna senza la sua brava ragione. Allora, ditemi, di grazia, qual'è quella per cui portate quel cappellone a larghe tese lavorando in giardino?
— È un'antica consuetudine mantenutasi per la sua comodità ad onta delle invenzioni moderne che certo offrirebbero un migliore riparo dal sole. Devo riconoscermi colpevole di un po' d'ostinazione nel mio debole per quel vecchio cappello.
— Perchè non confessare piuttosto la verità, ossia che lo portate per avere quell'aria seducente e pittoresca a segno che la vostra immagine turba i sonni dei vicini? Per esempio i miei sogni del mattino sono, come voi non l'ignorate, ossessionati da quel cappello non scompagnato dalla faccia della sua proprietaria; tant'è vero ch'io mi sento attirato, quasi da una forza magnetica, verso il vostro giardino, tutti i giorni, di buon'ora.... Ah, signorina Gertrude, voi avrete da regolare un gran conto con Morfeo, che defraudate così de' suoi diritti; e la coscienza vi rimorderà per i danni cagionati alla mia salute dall'espormi alla rugiada mattutina....