— No, che non te ne duole, altrimenti non t'opporresti a' miei desiderî con tanta audacia, — ribattè il signor Graham avvedendosi che il viso di Gertrude, per quanto triste sempre e turbato, aveva preso un'espressione di maggior fermezza dopo le severe e pungenti parole con cui egli credeva di sgomentarla. — Ma ho detto abbastanza, in materia d'una cosa che non merita davvero tanto scalpore. Va' o resta, come ti pare. T'avverto però che se te ne vai non puoi contare più affatto sulla mia protezione e sul mio aiuto. Dovrai provvedere a te stessa o ricorrere ad estranei. Tu, m'immagino, ti confidi che il tuo amico di Calcutta s'incarichi di mantenerti, o anzi ritorni in patria e pigli cura speciale di te; ma, bambina, se questa è la tua speranza vuol dire che conosci ben poco il mondo; scommetto che oramai quello lì ha sposato un'Indiana.... E comunque sia, sta' pur certa che te t'ha bell'e scordata.

— Signor Graham, — rispose con alterezza la fanciulla — il signor Sullivan probabilmente non rimpatrierà che tra parecchi anni, e v'assicuro ch'io non fo assegnamento su lui nè su alcun'altra persona per mantenermi; intendo di guadagnarmi la vita col mio lavoro.

— Eroica risoluzione! — fece egli, sprezzante. — E annunziata con una dignità che spero sarai in grado di sostenere. Devo dunque considerarla come irrevocabile?

— Sì! — disse Gertrude che nei sarcasmi del signor Graham aveva attinto la forza di proferire la temuta parola definitiva.

— E ci lasci?

— È necessario. Credo che questo sia il mio dovere, e però sacrifico volenterosamente, non solo il mio benessere, ma ciò che per me, non ne dubitate, è ben più prezioso: la vostra amicizia. —

Il signor Graham non mostrò d'aver udito: anzi, dimentico della gentilezza in lui abituale, mentre la giovanetta parlava ancora, coperse la sua voce con una violenta scampanellata.

Caterina vi rispose portando la colazione. Emilia e la signora Ellis entrarono dietro a lei e sedettero a tavola. Il pasto mattutino cominciò in mezzo a un silenzio insolito dei commensali che parevano tutti più o meno impacciati. Infatti Emilia aveva inteso da lontano la voce di suo padre vibrare con tono irato, ed era piena d'ansietà; e la governante vedeva chiaramente nelle facce dei tre altri che qualche cosa di spiacevole era accaduto.

Il signor Graham tuttavia fece onore alla copiosa colazione col consueto appetito; poi, terminato che ebbe, si rivolse alla signora Ellis e l'invitò formalmente ad accompagnare sua figlia e lui nel loro prossimo viaggio, di cui parlò accennando alla probabilità d'un soggiorno di alcune settimane all'Avana.

La signora Ellis, che non sapeva nulla del divisato giro nel Mezzodì, accettò con grande piacere, e tutta alacre e lieta si mise a fare un visibilio di domande sull'itinerario e sulla durata della loro assenza, mentre la cieca nascondeva il viso turbato dietro la sua tazza, e Gertrude, la quale aveva letto ultimamente le Lettere di Cuba e parlato al signor Graham dell'incantevole idea che le davano di quell'isola, ponderava in cuor suo se fosse mai possibile ch'egli volesse vendicarsi scendendo a una così bassa piccineria per mortificarla.