— Io non ho mai notato in lui nulla di simile, — disse la signora Jeremy — eppure lo conosco bene quanto voi. Lo incontro spesso per la strada, e sempre mi saluta con un sorriso raggiante e un bell'inchino.
— Eh, sì, Gertrude ed io sappiamo che cortese gentiluomo egli sia, con chi dice e fa a modo suo; ma se qualcuno è di parer contrario....
— In politica, per esempio, — suggerì ella. — Certo la divergenza delle vostre vedute politiche è la sola causa di cotesta antipatia.
— Ma no, ma no! — egli ribattè. — Si può riscaldarsi disputando di politica, come mi riscaldo anch'io, ed essere nondimeno una buona pasta d'uomo. Non intendevo parlare di questo.... Quello che non posso patire nel signor Graham, è la sua pretensione di dettar legge a chiunque abbia da trattare con lui, i suoi procedimenti dispotici che par ch'egli sia il Gran Mogol della Cocincina. Credevo che si fosse corretto un poco, dopo la seria lezione ch'ebbe anni sono con quel caso doloroso del povero Filippo Amory; ma a quanto vedo ricomincia da capo. Ah, ah, ah! — proruppe di nuovo il buon dottore ridendo, e sporgendosi verso Gertrude per darle una picchiatina su una spalla. — Ci ho proprio gusto che abbia trovato un'opposizione ragionevole, e dove meno se l'aspettava! —
Lo sguardo della fanciulla espresse un così profondo stupore a questa chiara allusione al suo dissenso col signor Graham, ch'egli s'affrettò a rispondervi:
— Siete curiosa di sapere come io ne sia informato? Ve lo dico subito. In parte lo ricavai dal signor Graham stesso, e mi diverto ancora ricordando con qual furberia il vecchio volpone cercasse, a furia d'arzigogoli, di nascondere la sua disfatta, e persuadermi anzi che in fin dei conti aveva fatto valere la propria autorità, mentre io capivo benissimo che era stato battuto da un campione più forte di lui....
— Dottor Jeremy, — fece Gertrude — non crederete, spero....
— No, cara, non credo che vi dilettiate di pugilato, ma so che siete una ragazza di senso retto, che discernete ciò ch'è giusto e lo fareste a dispetto di chiunque, non escluso il signor Graham. Quando v'avrò raccontato tutto, comprenderete in qual modo io sia giunto alle mie conclusioni e abbia intuito le cose più a fondo che il detto signore non avrebbe voluto. Un giorno, circa due mesi fa se non erro.... è una data che voi rammentate certo meglio di me.... io fui chiamato dal signor W. per i suoi bambini attaccati dal «crup». Mentre discorrevo con lui, gli venne annunziata una visita. Andò a riceverla, e al suo ritorno mi disse che vi aveva in quel momento fissata come assistente nella sua scuola. Io non me ne maravigliai sapendo che Emilia vi destinava all'insegnamento, e mi compiacqui che vi fosse toccato un così buon posto. Uscito appena di là, ecco che m'imbatto nel signor Graham, il quale s'accompagna con me per un tratto di strada, e mi parla del viaggio che intende fare nell'inverno.
«— Però, — gli dico io — Gertrude Flint non viene con voi, non è vero? — Gertrude? — fa egli. — Ma sì, beninteso. — Ne siete proprio sicuro? — gli domando. — L'avete invitata? — Invitata? No, — risponde — ma sono certo che sarà ben contenta d'approfittare d'una così bell'opportunità: è una fortuna rara per una ragazza nelle sue condizioni. — Allora io, un po' urtato da quel suo modo di parlare, gli replico con tono altrettanto positivo: — Secondo me invece non è probabile che accetti l'invito. —
«Ah, bisognava vedere, cara Gertrude, come si rimpettì la Dignità Sua!... E mi snocciolò un discorsetto.... no, non posso ricordarmene senza ridere, specie se penso che se l'è dovuto rimangiare.... Mi sarebbe difficile ripeterlo parola per parola, ma insomma, a sentir lui, non solo era impossibile che voi osaste opporvi a' suoi desiderî, ma io commettevo un atto di fellonia facendo questa temeraria supposizione. Mi guardai bene dal dirgli ciò che mi aveva comunicato il signor W.; e rimasi con una enorme curiosità di sapere come l'andrebbe a finire.