Quella voce, quella figura non le erano che troppo note. E, pallida, tremante, ella quasi si sentiva ripresa dall'antico terrore in presenza d'Annetta Grant.

— Va' via! Va' via! — gridava costei, poichè dopo un momento d'esitazione Gertrude s'inoltrava nella stanza. Di nuovo ella s'arrestò dinanzi agli occhi fiammeggianti e alla faccia sconvolta della vecchia, temendo d'eccitarla maggiormente.

La signora Miller s'interpose.

— O che vi gira, zi' Annetta? Questa è la signorina Flint: una signorina buona come ce n'è poche.

— No, è un'altra.... so io chi! — affermò Annetta con veemenza.

La donna trasse Gertrude in disparte, nell'ombra del cavalletto, e le parlò sottovoce. La vecchia, appoggiata sul gomito, le spiava dal lettuccio, in atto d'ansiosa attenzione.

Gertrude apprese che la signora Miller era una nipote di Ben Grant; ma da molti anni non aveva saputo più nulla di lui nè di sua moglie, finchè questa, giorni addietro, le era piombata in casa nel più deplorevole stato di miseria e minacciata dalla febbre a cui ora si trovava in preda.

— Io certo non potevo negarle un ricovero; — soggiunse la Miller — però, come vedete, non ho posto da alloggiarla ammodo, e non solo è un grande inconveniente per me avere una malata nella cucina, ma temo che tra il chiasso dei bambini e tutti gli altri disagi, la disgraziata vecchia non regga, e mi muoia qui.

— Non avete di sopra una cameretta che non vi sia proprio indispensabile?

— Ci sarebbe quella della nostra Giannina; anzi, lei, da figliuola di buon cuore com'è, s'era subito offerta di cederla alla povera zia Annetta, e andar a dormire coi piccoli; ma noi non s'ha mica la possibilità di mantenere due fuochi; e però io ho pensato di farle intanto alla meglio un letto in cucina e star un po' a vedere.... Purtroppo oggi è assai peggiorata, e ora dalle sue stranezze capisco che vagella.