— Oh, no, il suo figliuolo provvede largamente ai suoi bisogni! So che non spende mai tutto l'assegno ch'egli le manda pregandola di non risparmiare.

— Allora dovete senz'indugio persuaderla a prendere qualcuno che v'aiuti; e se non lo fate voi lo farò io.

— Sì, gliene parlerò; è un pezzo che vedo quanto sia necessario; ma le fa tanta paura l'idea di mettersi in casa una donna estranea, che non ho osato mai toccare questo tasto.

— Sciocchezze! Mèra immaginazione! State pur sicura che s'avvezzerà presto a essere servita. —

La signora Sullivan rientrò. Gertrude raccontò allora il suo inaspettato incontro con Annetta Grant, e pregò caldamente il dottor Jeremy, che conosceva la storia della sua dolorosa infanzia, di voler visitare la malata.

— Sarà una visita di pura carità, — ella soggiunse — perchè Annetta è di certo senza quattrini, e sebbene i Miller, vostri antichi clienti, l'abbiano ricoverata, non vi sono tra loro vincoli di parentela tanto stretti da obbligarli a pagare per lei. Ma questo a voi non importa, lo so bene.

— Punto, punto, — rispose il medico. — Ci andrò stasera stessa, giacchè il suo stato lo richiede, e domattina passerò qui per darvi notizie e sentire quel che la signora Sullivan ha ancora da dirmi circa le sue notti insonni. Ma voi, Gertrude, non tardate più a mutarvi le scarpe e le calze. O volete che uno di questi giorni io conti fra i miei pazienti anche voi? —

Il buon dottore aveva conquistato la vedova Sullivan. Quando fu partito ella intonò le sue lodi:

— Che differenza dal comune dei medici! — (tutta la classe le destava una inesplicabile avversione). — Così socievole, così amabile! Davvero, Gertrude, con lui mi pareva di poter parlare liberamente del mio male come con te stessa. —

La fanciulla fece anch'ella i più caldi elogi dell'ottimo suo amico, e venne l'ora del tè prima che avessero mutato il soggetto dei loro discorsi. Preso il tè, il vecchio Cooper, stanco delle insolite fatiche di quella giornata, si lasciò agevolmente persuadere a coricarsi, e la signora Sullivan s'adagiò sul sofà. Era, com'ella soleva dire, il suo momento più felice. Gertrude arrischiò allora la proposta di prendere una persona di servizio, secondo che il dottor Jeremy le aveva raccomandato. Con sua maraviglia la malata non oppose alcuna obiezione. Infatti ella riconosceva di non poter più sbrigare da sè le faccende domestiche, nè permettere che Gertrude, già tanto occupata, ne sopportasse tutto il peso come la settimana scorsa. Questa la consigliò di prendere la Giannina Miller, una ragazza che faceva proprio al caso loro; e fu convenuto di mandarla a chiamare la mattina seguente.