Costei le parlava molto della piccola Gertrude, talvolta in modo da farle credere che l'avesse riconosciuta, ma più spesso come se fosse altrove; infine, dopo un pezzo, ella comprese che la scambiava per sua madre alla quale doveva somigliare notevolmente. Questa, invero, era stata assistita nell'ultima sua malattia dalla stessa Annetta, ma la sciagurata, assalita dagli antichi rimorsi nel vagellamento della febbre, si figurava che la morta fosse ritornata al mondo per chiederle conto della sua creatura. Solo le continue assicurazioni di benevolenza e le tenere cure prodigatele dalla giovanetta con pazienza instancabile, l'indussero da ultimo nella persuasione che la madre offesa avesse ritrovato la sua bambina in buona salute e al sicuro, ed ignorasse i torti e i crudeli trattamenti da lei sofferti.
Una notte, l'estrema della vita d'Annetta Grant, Gertrude, che non aveva lasciato la malata se non per poche ore ed era venuta a riprendere il suo posto d'infermiera, udì il proprio nome insieme coi nomi d'altre persone nelle rapide frasi sconnesse che la vecchia andava borbottando. Ella s'accostò al letto, tendendo l'orecchio, perchè sempre sperava di cogliere in mezzo a quei vaniloqui incoerenti un qualche indizio sulle proprie origini. Ma il suo nome non fu ripetuto, e il resto si perdette in un mormorio indistinto.
A un tratto la delirante si rizzò, e rivolgendosi a qualcuno ch'ella vedeva nella sua allucinazione, gridò forte:
— Stefanino! Stefanino! Rendimi l'orologio e dimmi che hai fatto degli anelli!... Ne chiederanno.... quei tali.... e io che dirò? —
Fece una pausa. Poi, tenendo gli occhi fissi verso la parete, soggiunse con voce più debole, ma vibrante d'intensa commozione:
— No, no, Stefanino, non lo dirò mai a nessuno.... mai, mai.... —
Aveva appena proferito queste parole, che diede un sobbalzo, si volse, e vista Gertrude accanto a lei, le domandò urlando:
— Avete udito, eh? Avete udito?... Sì, lo so.... e volete raccontarlo.... Ma se parlate!... —
Ella tentò di slanciarsi fuori del letto, e ricadde esausta sui guanciali.
Gertrude corse a chiamare il Miller e sua moglie, i quali, aspettandosi d'avere a levarsi quella notte, s'erano coricati vestiti nella camera attigua; poi, per tema che la sua presenza turbasse ancor più la morente, si ritirò lasciandola affidata alle loro cure.