— Ma ve l'ha forse detto? — domandò Gertrude, andando al tavolino e preparando l'occorrente per scrivere.
— Oh, no! È troppo prudente. Però, quando glielo dissi io, s'astenne dal contraddirmi. Tu lo sapevi? — ella domandò, guardando intensamente la fanciulla ch'era venuta a sedersi sulla sponda del letto e china verso di lei le lisciava i capelli.
— Da alcune settimane, — mormorò Gertrude imprimendo un bacio sulla pallida fronte della malata.
— Perchè me l'hai taciuto?
— Non era necessario ch'io parlassi, — rispose la pia giovanetta. — Sapevo che il Signore non poteva chiamarvi in un momento che la vostra lampada non fosse alimentata ed accesa.
— Arde, ma fievolmente, — disse la donna con cristiana umiltà.
— E qual fiamma sarà vivida se la vostra langue? Non siete voi stata per lunghi anni un esempio mirabile di pietà e di pazienza? Eccettuata Emilia, non conosco persona al mondo altrettanto degna del Cielo.
— No, no, Gertrude, non sono che una povera peccatrice, piena di debolezza. Per quanto fervidamente io desideri di giungere al cospetto del nostro Salvatore, il mio cuore terreno si strugge di rivedere un'ultima volta il mio figliuolo, e a tutti i miei sogni della beatitudine celeste si mescola il cocente rammarico che questa gioia, l'unica ch'io bramassi ancora quaggiù, debba essermi negata.
— Oh, zietta, siamo tutti creature umane! Finchè la vostra anima immortale è chiusa nelle spoglie mortali, come potreste cessar di pensare a Guglielmo, e non bramare la sua presenza nell'ora della prova suprema? Un sentimento naturale come questo non può essere un peccato.
— Non so.... Forse anche non è. E se fosse, spero d'ottenere, innanzi di lasciar la terra, la grazia di espiare con un perfetto spirito di sottomissione le rivolte d'un cuore materno. Leggimi, cara, qualche santa parola di conforto: sembra che tu abbia il dono d'aprire sempre il buon libro alla pagina che meglio conviene al mio bisogno. Ah, sì, davvero, è un peccato in me ogni querela, assistita come sono dall'affetto e dalle cure di quella in cui Dio m'ha dato una figliuola benamata! —