— O perchè, Bella, se proprio bisogna star qui a sedere sulla soglia, non sediamo piuttosto su quella dell'uscio di dietro, dove c'è il sole? — domandò alla cugina. — Ah, capisco! — soggiunse. — La carnagione!
— La carnagione! — fece Isabella. — Io non temo di sciuparla, più di quanto lo temi tu. Sono sicura di non andar soggetta a lentiggini, nè ad abbronzamenti.
— Sì, lo so; ma diventi rossa ch'è uno sgomento.
— E se anche non fosse non andrei lo stesso dall'altra parte. Mi piace sedere qui, sul davanti, e guardar la gente che passa. Chi saranno quei due laggiù sulla strada? È un pezzo che li vedo venire; però non li distinguo ancora bene. —
Rina guardò nella direzione indicatale, e, dopo aver osservato un minuto la coppia che s'avanzava, esclamò:
— Ma è Gertrude Flint! Sarei curiosa di sapere dov'è stata. Il signore che l'accompagna mi pare e non mi pare.... Non credevo che ci fosse da avere un cavaliere elegante in questi paraggi.
— Elegante! — disse Isabella con sarcasmo.
— E perchè no, cara cugina? T'assicuro che questo è un figurino.
— Oh, io non darei un quattrin bacato di tutti i galanti della signorina Gertrude!
— Davvero? Eppure faresti meglio ad aspettare d'aver veduto bene prima d'affermarlo. Voialtri miopi non dovete pronunziare giudizi così affrettati. Ti dico ch'è un cavaliere col quale tu stessa non disdegneresti di mostrarti: è il signor Bruce.... quello che conoscemmo alla Nuova Orléans.