Il suo gesto era così risoluto, che Gertrude si trovò costretta a ritrarsi dalla soglia e sedere di nuovo. Ma nel farlo una viva contrarietà si mostrava nel suo viso. Tolse di tasca un lavoro di cucito e vi si applicò.
Ben Bruce trionfava. E tentò d'approfittare della vittoria:
— Signorina Gertrude, volete farmi l'onore di portare oggi questi fiori nei capelli?
— Io non porto fiori vistosi, — ella rispose senza levar gli occhi dalla mussolina che cuciva.
Egli s'immaginò che fosse a cagione d'un lutto, perchè ella indossava un semplicissimo abito nero, e scelti tutti i bocciuoli di rose bianche glieli offerse pregandola di ornarne per amor suo quei serici capelli bruni con cui il loro candore avrebbe fatto un mirabile contrasto.
— Vi sono obbligatissima, — disse Gertrude — non ho mai veduto rose più belle, ma io non sto punto sulle gale, lo sapete, e credetemi, dovete scusarmi.
— Sicchè voi rifiutate i miei fiori?
— Ma no, li accetto con piacere, — ella replicò, rizzandosi — se mi permettete d'andar a prendere un vaso d'acqua e metterli nel salotto dove tutti potremo goderli.
— Io non li ho recisi e portati qui a benefizio dell'intera famiglia, — replicò Ben, con tono quasi di risentimento. — Se voi non volete ornarvene, li offrirò a qualcuno che lo farà volentieri. —
Egli pensava che questa minaccia la spaventerebbe, perchè la sua vanità era tale, che ascriveva il contegno della fanciulla a mèra civetteria, e posto che in altri casi simili esso non aveva potuto se non aumentare la sua ammirazione per lei, lo credeva dettato dal desiderio di produrre quest'effetto.