Un po' confusa, la signora Graham disse che suo marito sarebbe venuto tra poco, e l'invitò a sedersi.

— No, grazie, vi sono obbligata, ma io ho uno spirito investigatore, e, col vostro permesso, ispezionerò la sala. Vedo volentieri tutto ciò ch'è moderno. —

Ella incominciò dall'esaminare i quadri che ornavano le pareti. Ad un tratto si volse a Gertrude e domandò, abbastanza forte da essere distintamente udita:

— Cara, dite un po', che ne hanno fatto della seconda moglie? — E poichè la fanciulla la guardava stupita, si spiegò meglio: — Oh, intendo parlare dell'effigie: so bene che l'originale se n'è partito dal mondo, or è gran tempo: ma l'effigie della seconda signora Graham dove sarà? Stava sempre appesa qui, se la memoria non mi tradisce. —

Gertrude le mormorò all'orecchio la sua risposta, che provocò questo soliloquio della signorina Pace:

— Nel solaio! Già, gli è il corso della natura: il nuovo oblitererà fin la memoria dell'antico! —

E presa la giovanetta a braccetto terminò con lei il suo giro d'ispezione; poi, fermandosi davanti al gaio crocchio che si divertiva a guardarla, chiese di far la conoscenza del signor Bruce e d'essere presentata al «membro del compartimento della guerra» come designava l'ufficiale. Rina compì con aria cerimoniosa questa formalità e presentò il tenente Osborne anche a Gertrude, perchè l'indignava la trascuranza di sua zia che aveva creduto di potersene dispensare. Fu portata una seggiola alla signorina Marta, e questa sedette nel circolo dei giovani, che seguitò a intrattenere piacevolmente fino all'ora del pranzo.

Gertrude era risalita a prender Emilia per accompagnarla a tavola, dove il suo posto era accanto a lei. Occupata da un lato a servire la sua amica cieca, come sempre soleva, e avendo dall'altro la loquace vecchietta, non le rimaneva tempo di badare ad altri, con vivo rincrescimento del signor Bruce ch'era ansioso di farle notare le sue premure per Rina, la quale aveva i capelli ornati di rose muscose e il viso raggiante di sorrisi.

Anche Isabella godeva della manifesta ammirazione del suo tenentino. Le due ragazze, felici, conversavano animatamente coi loro adoratori, e nessuno pensava a disturbarle. Soltanto la signorina Marta di quando in quando attirava l'attenzione generale con le sue osservazioni, che, volessero essere facete o serie, non mancavano di suscitare un'ilarità qualche volta fuori di luogo, ma sempre irresistibile.

Il padrone di casa si mostrava pieno di riguardi verso quell'ospite singolare, e la signora, che sapeva render soavissime le sue maniere se le pareva opportuno, ed era amante degli spassi, nulla risparmiava per eccitarla a discorrere; tanto più che Marta Pace conosceva mezzo mondo, e faceva commenti appropriati e divertentissimi su quasi tutte le persone nominate nel corso della conversazione. Infine il signor Graham l'indusse a parlare di sè medesima e della sua vita solitaria: e Fanny Bruce che le sedeva a fianco le domandò arditamente perchè non si fosse maritata.