Ben parve adirato, ma s'astenne dal redarguirla. La vecchia zittella còlse la parola a volo.
— Gentilezza! Ah, virtù rara, quanto amabile! Notevolmente sviluppata però nelle maniere della mia cara amica Gertrude, che ben si converrebbero a una principessa. —
Bella increspò le labbra e sorrise, disdegnosa.
— Tenente Osborne, — ella disse — non pare a voi che la signorina Devereux abbia bellissime maniere?
— Perfette! Lo stile de' suoi ricevimenti è l'eleganza stessa.
— Di chi parlate, — domandò Rina. — Della signora Harry Noble?
— No, della signorina Devereux, — rispose Bella. — Ma anche la signora Noble è finissima.
— È vero, — confermò Ben. — Senti, Fanny? Abbiamo trovato un modello per te. Tu devi imitare la signora Noble.
— Io non so nulla di cotesta signora, — ribattè la ragazzina. — Voglio imitare piuttosto la signorina Flint. — E rivolgendosi a questa con una serietà che le esprimeva chiaramente un sincero rincrescimento della villania commessa, domandò: — Signorina Gertrude, come devo imparare la gentilezza?
— Vi rammentate — le disse ella sottovoce e guardandola in modo significativo — ciò che il vostro maestro di musica vi rispose quando gli domandaste come dovevate imparare a sonare con espressione? Ebbene, io vi darei la stessa regola rispetto alla gentilezza. —