Un giorno egli pensò di mettere alla prova la saldezza di Gertrude offrendole un ricco anello. Non poco stupita da tanta presunzione, ella lo rifiutò senza esitare nè far cerimonie; ma il giorno seguente lo vide al dito di Rina, la quale si struggeva di raccontarle come e da chi lo avesse avuto.
— E voi lo avete accettato? — fece Gertrude guardandola con un'aria così attonita, che ella non osò riconoscere il fatto, ed eluse subito la domanda, arrossendo:
— Ho acconsentito soltanto a portarlo per qualche tempo....
— Io non avrei acconsentito.
— Perchè no?
— In primo luogo perchè non credo che sia di buon gusto ricevere presenti di valore da uomini: e poi perchè se persone estranee se ne accorgono, possono fare sul vostro conto osservazioni spiacevoli e severe.
— E, allora, voi come vi regolereste?
— Glielo restituirei subito. —
Rina titubava; però, riflettendo meglio, risolse di rendere l'anello al signor Bruce e ripetergli ciò che Gertrude aveva detto. Non mancò di farlo, ma egli, lungi dall'apprezzare la condotta di quest'ultima, vide nel suo consiglio il desiderio di suscitare discordie tra Rina e lui, e prontamente concluse che aveva alfine conquistato il cuore della ritrosa, e che il suo trionfo sarebbe oramai pieno ed intero.
Rimase male, pertanto, quando fatta una visita a villa Graham, per accertarsene, fu da lei trattato con fredda urbanità, come sempre da qualche tempo; ed anzi gli parve che si mostrasse più insensibile che mai alle sue attrattive. Accomiatatosi frettolosamente (con grande affanno di Rina che passò il resto della giornata investigando se avesse detto o fatto cosa che potesse dispiacergli), andò a cercare, secondo l'antico suo costume, quiete, solitudine, sotto il pero, e si diede tutto a ponderare una grave questione.