E li strappò di mano alla cugina, li ripose nella scatola, chiuse questa in una cassetta del cassettone, poi mise la chiave in tasca: atto di cui Gertrude fu testimone attonita e indignatissima.

— Rina, — ella disse — io vi farò, se volete, una ghirlanda di fiori naturali.

— Davvero? — rispose Rina ch'era rimasta male. — Oh, che felice idea! Non ci può esser nulla di più bello! Isabella, vecchia avaraccia stizzosa, tientele pure tutte le tue ghirlande! Peccato che tu non possa metterne due in una volta! —

Fedele alla sua promessa, Gertrude preparò un'acconciatura da sera per la signorina Ray: e seppe contessere con gusto tanto squisito i più bei fiori del giardino, che quando Bella Clinton vide la cugina così elegantemente ornata, grazie ad affettuose cure di cui non soleva essere oggetto, ella, nonostante la superba coscienza della propria singolare bellezza, sentì un acuto morso di gelosia contro Rina e una fiera avversione contro Gertrude.

Per lei, che non poteva sopportare d'essere eclissata, la manifesta corte fatta a Rina da Ben Bruce mentre ella rimaneva negletta, era causa di gran dispetto. Non già che inclinasse ad amare il giovane cui l'altra desiderava piacere; ma la gloria derivante alla cugina dalla preferenza ottenuta, il vivo interessamento della zia, le occhiate significative della signora Bruce, le facevano sentire ch'ella era scesa al secondo posto: e però bramava oltremodo di offuscare quella sera la piccola Ray tanto meno appariscente di lei, attirando l'ammirazione generale. Quando la signora Graham complimentò Rina sulla sua straordinaria eleganza, dicendole che non era mai stata così incantevole e soggiungendo che qualcuno glielo avrebbe provato, Isabella atteggiò le labbra a un sorriso di sprezzo e di sfida. E Rina, col viso invermigliato dalla gioia, si volse a Gertrude e le mormorò all'orecchio:

— Il bianco piace al signor Bruce; me lo disse l'altro giorno mentre appunto passavate per il salotto vestita del vostro abito di mussolina. —

XXXII.

Sappiate dunque che io ho sostenuto le mie pretensioni alla vostra mano nella maniera che meglio si conveniva al mio carattere.

Ivanhoe.

Emilia non stava bene quella sera. Accadeva spesso da qualche tempo che l'emicrania, o una stanchezza insolita, una nervosa insofferenza d'ogni rumore, d'ogni eccitazione, la costringessero a ritirarsi nella sua camera e anche a coricarsi presto.