— Eh, per voi è un'altra cosa! — fece Rina con semplicità. — Egli vi ama e voi non l'amate.... mentre io.... io.... —

S'interruppe, soverchiata dalla sua passione, e nascose il volto nei guanciali.

Gertrude s'accostò al letto, pose una mano sul capo della povera fanciulla, e terminò la frase per lei.

— Il vostro cuore è così grande, Rina, ch'egli forse v'ha trovato un posticino; ma è un cuore troppo buono, dove non sono degni d'entrare i vili. Non dovete pensare più a colui; è immeritevole della vostra stima.

— Ahimè, non posso! Come ha detto, sono una scioccherella....

— No, non è vero, — disse Gertrude con un tono incoraggiante. — E dovete provarglielo.

— In qual maniera?

— Facendogli vedere che nonostante la sua dolcezza, Rina Ray è coraggiosa e forte, ch'ella non crede più alle sue menzogne lusinghiere, e tiene le sue galanterie per ciò che valgono.

— Mi aiuterete, Gertrude? Voi siete la mia migliore amica; avete preso le mie difese, gli avete mostrato quanto malvagia è stata la sua condotta verso di me. Mi permetterete di venire a voi, quando non mi sentirò la forza di nascondere il mio dolore a lui, alla zia, ad Isabella? —

Un caldo abbraccio di Gertrude l'assicurò che avrebbe sempre trovato in lei aiuto e simpatia.