Gertrude era lungi dall'immaginarsi che mentre ella s'adoperava piamente, con tutte le sue forze, a procacciare la felicità e il benessere morale di Rina, affidatasi al suo affetto e alla sua cura, andava eccitando la gelosia e la malevolenza d'altre persone.

Isabella Clinton, la quale non aveva mai veduto di buon occhio quella fanciulla il cui carattere, la cui condotta parevano un continuo rimprovero alla sua vanità e al suo egoismo, e per giunta rea del delitto d'essere l'amica prediletta d'un giovane che, adolescente, aveva lasciato nel superbo suo cuore un sentimentale ricordo, aspettava con impazienza un'occasione di denigrarla dinanzi alla signora Graham. La grande intimità nata tra Gertrude e Rina non era sfuggita alla sua osservazione e destava in lei un vivo risentimento, sebbene ella stessa la ribadisse e la rafforzasse con la propria freddezza e la propria ingenerosità verso la povera delusa. Ora, rammentando che sua cugina, precisamente la sera della supposta rottura di questa col signor Bruce, aveva disertato la loro camera comune per rifugiarsi in quella di Gertrude, s'affrettò a comunicare alla zia il sospetto che costei avesse suscitato e fomentato qualche discordia tra i due innamorati e fosse riuscita a mandare a monte il matrimonio.

La signora Graham non esitò ad accettare la sua opinione.

— Rina — ella disse — è d'animo debole ed evidentemente si lascia dominare dalla signorina Flint. Non mi farebbe maraviglia che tu ti fossi apposta, cara Bella! —

Così collegate, cercarono di strappare a Rina, per via di sorpresa o d'astuzia, una confessione circa il modo in cui Gertrude sarebbe giunta ad allontanare il suo pretendente e a raggirare lei. La fanciulla negò, indignata, che la sua amica si fosse resa colpevole di questa mala azione, e seguitò ostinatamente a ricusarsi di rivelare ciò ch'era avvenuto alla villa la sera della festa nuziale. Era il primo segreto ch'ella serbava: ma il suo orgoglio femminile vi si trovava coinvolto, e sì l'onore che la saggezza le imponevano di custodirlo con rigorosa cura.

La collera d'Isabella e della signora Graham si rinfocolò. Molto discussero in segreto la questione, molte vane congetture fecero; di giorno in giorno s'esasperavano contro Gertrude, e il loro contegno verso di lei cominciò a manifestarlo. La fanciulla presto s'avvide d'esser fatta segno di meditate scortesie, poichè quantunque non dipendesse dalle loro grazie, non mancavano, vivendo sotto lo stesso tetto, occasioni in cui potessero ferirla con maniere sgarbate, le quali divennero sempre più provocanti e sarebbero state insopportabili senza la severa disciplina morale che frenava il suo temperamento.

Con mirabile pazienza ella mantenne la sua equanimità. Non aveva mai aspettato benevolenza nè riguardi da parte della signora Graham e della signorina Clinton. Fin da principio s'era persuasa che tra lei e loro ci poteva essere poca simpatia, e adesso che le mostravano aperta avversione, lottava strenuamente seco stessa per conservare non soltanto la calma e il dominio dei propri sentimenti, ma un costante spirito di carità. E fu bene che non cedesse a quella prima prova cui veniva sottoposta la sua tolleranza, perchè un'assai più grave e inopinata provocazione le riserbavano le sue maligne persecutrici. Irritate da quella paziente e dignitosa condotta che non avevano preveduta, accese dal dispetto di picchiare a vuoto, risolsero d'attaccarla da un altro lato: ed Emilia, la dolce, amabile, inoffensiva Emilia, fu il nuovo oggetto contro cui diressero le loro ostilità.

Gertrude sapeva soffrire le ingiustizie, i dispregi, perfino le parole ingiuriose e crudeli finchè non colpivano che lei; però il sangue le bollì nelle vene quando vide che la sua diletta amica diveniva la vittima d'una bassa animosità palesata da vergognose piccole trascuranze, da malevoli procedimenti. Rivolgersi alla gentile creatura in termini men che cortesi pareva quasi impossibile; più impossibile ancora trovar qualche cosa a ridire sul conto d'una persona la cui vita era tutta bellezza e bontà; e la sventura che la teneva in certo modo appartata, sembrava doverla mettere al riparo d'ogni aggressione. Ma la signora Graham era grossolana e impulsiva, Isabella egoista e dura. Già molto prima che la cieca s'accorgesse delle loro nemiche intenzioni, Gertrude aveva sentito il suo cuore fremere e ribellarsi dinanzi ad atti e discorsi che tradivano il proposito di dar noia ad Emilia o d'affliggerla, tanto erano propri a ferire, se rilevati, la sensibilità di un'anima delicata. Ed ella vigilava: più d'un colpo veniva da lei stornato; più d'una mancanza riparata a tempo; più d'un disegno ch'esse contrariavano perchè lo sapevano favorito dalla signorina Graham, era portato a compimento grazie alla sua perseveranza e alla sua energia. Così durante alcune settimane Emilia ignorò che vari piccoli uffici servili le erano prestati adesso da Gertrude perchè Brigida aveva ricevuto dalla sua padrona ordini incompatibili col disbrigo di tutte le faccende per conto della signorina.

Il signor Graham era allora assente, avendolo certe difficoltà che intralciavano i suoi affari chiamato a Nuova York nella stagione in cui egli soleva godere ozi beati, libero da ogni cura. La sua presenza sarebbe stata un freno potente per la moglie, la quale ben conosceva il tenero e devoto affetto che egli portava alla propria figliuola e il suo desiderio che il benessere di lei fosse considerato in casa sua come cosa di capitale importanza. E appunto il suo amore e le sue cure per Emilia, il rispetto, l'adorazione quasi, di cui tutti i familiari la circondavano, avevano destato fin dal primo giorno la gelosia della nuova signora Graham; e però ella approfittava di buon grado del pretesto offertole da Isabella, per dare sfogo al suo astio. Infatti ciò che concerneva Rina e la sua diserzione, com'esse dicevano, nel campo nemico, non era che una causa secondaria di diffidenza e d'avversione.

Tuttavia la brusca e misteriosa partenza del signor Bruce, ed il sospetto che Gertrude, appoggiata dalla sua protettrice, avesse messo male tra lui e la fanciulla, forniva loro un motivo ostensibile di risentimento, ed erano determinate a trarre da questa scusa tutto il partito possibile.