— Brigida è sempre tanto occupata, — disse Gertrude evitando una risposta diretta — e poi è bene ch'io impari. Nessuna cognizione è inutile, signora Prime.
— Ma dopo pranzo, con questo po' di caldo, non è il tempo adatto per simili sperimenti. E oso dire che neppur voi l'avreste scelto se non fosse stato il pensiero che la signorina Emilia poteva aver bisogno della sua roba e non trovarla pronta. Che mutamenti in casa Graham! La figliuola del padrone, una volta al primo posto, adesso è ridotta ad aspettare che sia stirata la biancheria degli altri per ottenere la propria. Brigida dovrebbe aver tanto giudizio da non dar retta a quelle villane rivestite quando le ordinano, per esempio, come sentii giusto ieri la signora, di lasciare stare «quel mucchio di mussoline» per occuparsi di faccende «più importanti....» La nostra Caterina non sarebbe stata così grulla: ma Brigida è anch'essa una nuova capitata. E io pensai subito: «Che direbbe la signorina Gertrude vedendo trascurare così la signorina Emilia?» Eh, com'è vero ch'io mi chiamo Prime, voglio che la padroncina sappia quel che succede qui!... Voi non vi scalmanerete più a stirare: se le sue vesti e la sua biancheria fine, e specie la vostra, non possono più esser lavate e stirate in casa, si daranno fuori. Denaro ce n'è, e se ne deve spendere un poco anche per i bisogni delle signore vere. Vorrei pure che l'Isabella andasse a cambiar aria: le farebbe buono! Mi feriscono nel cuore le vessazioni che si commettono contro voi due.... Io non ci reggo più; vo difilato dalla signorina e vuoto il sacco.
— No, che non ci andrete, signora Prime, — disse Gertrude in tono persuasivo — posto ch'io vi prego di non farlo. Voi dimenticate quale dispiacere proverebbe Emilia se risapesse questa mancanza di riguardo della signora Graham. Io vorrei stirare vestiti di mussolina tutti i giorni piuttosto che lasciarle pur sospettare una volontaria scortesia di qualcuno verso di lei. —
La cuoca esitò. Infine disse:
— Signorina Gertrude, io credevo che nessuno potesse amare la nostra cara Emilia più di me, ora capisco però che voi l'amate meglio, perchè usate tanta prudenza e saviezza per amor suo. Io tacerei se non vi andaste di mezzo voi: siete venuta in questa casa ch'eravate ancora una bambina, e tutti v'abbiamo posto affetto e vi teniamo in gran conto.... Io non posso tollerare di veder quella gente mettervi i piedi sul collo come ne ha l'intenzione.
— So che mi volete bene, signora Prime, e ad Emilia pure: dunque tanto per me che per lei non dovete fiatare con anima viva su questi cambiamenti nel governo della famiglia. Facciamo quanto è possibile per risparmiarle il dolore di conoscerli: circa il resto, non dateci peso. Se anche non mi tratteranno con l'amorevolezza e l'indulgenza a cui gli altri m'avevano avvezzata, qui, il miglior consiglio è di non mostrare d'accorgersene: e voi, non vi mettete gli occhiali per veder torbido.
— Dio vi benedica, signorina Gertrude! Quelle persone hanno fortuna d'aver a fare con un cuore come il vostro: nessuno, io credo, sarebbe capace d'una tale pazienza. A me, grazie al cielo, non hanno occasione di dar noia. Io lasciai subito intendere alla signora Graham che non soffro ingerenze di chicchessia nelle mie faccende: i diritti delle cuoche sono privilegiati, e le feci passare presto la voglia d'invadere i miei dominî, ve l'assicuro.... M'è doloroso assai veder le mie care signorine soverchiate così; nondimeno, poichè voi mi dite «zitto!», frenerò la lingua finchè potrò. Ma l'è una vergogna, questo lo dichiaro! —
E la signora Prime se n'andò, borbottando.
Un'ora più tardi Gertrude era allo specchio, intrecciando i suoi lunghi capelli, quando entrò la signora Ellis dopo avere leggermente picchiato all'uscio.
— Ah, — fece la governante — non avrei creduto che s'arriverebbe a questo segno!