— Se ci va Emilia, sì.
— Bene, siete migliore di me; io non sarei capace di sottopormi a un tale martirio neanche per amor suo. —
Molte erano le molestie piccine e maligne a cui Gertrude veniva giornalmente fatta segno, specie dopo l'arrivo degli ospiti attesi: gente del mondo elegante, gaia e frivola, indotta dalla padrona di casa e da Isabella a riguardare lei come un'intrusa, ed Emilia come un noioso ingombro. Nè quest'ultima potè esser tenuta sempre all'oscuro del poco caso che si faceva di loro. Rina, indignata degl'incivili procedimenti di sua cugina e di sua zia, e indifferente verso gli estranei ospitati alla villa, poichè cominciava a discernere la leggerezza di carattere e di mente delle persone di quel genere, non esitò a manifestare alle sue amiche il vivo rincrescimento ch'ella provava nel vederle così indegnamente trattate e il desiderio di difenderle. Ma Rina era un'assai debole antagonista di fronte alla signora Graham, e soprattutto di fronte a Bella, i cui sarcasmi la sgomentavano; depressa di spirito dopo la mortificazione patita, era divenuta codarda, e non osava più, come avrebbe osato una volta, sventare i loro disegni e frapporsi tra chi ella amava e la malevolenza altrui.
Ma la signora Graham, donna avventata, andò tropp'oltre, e s'impigliò nei propri intrighi. Il ritorno imminente di suo marito rendeva necessario un freno alla sua insolenza e a quella d'Isabella, cui era più difficile applicarlo. Quanto a lei, essendo abbastanza accorta da percepire fino a qual punto la tolleranza del signor Graham poteva giungere e la sua perspicacia essere ingannata, sapeva in presenza sua dominarsi e governarsi in modo da non cozzare contro quella imperiosa volontà. Lui lontano, s'era condotta senza ritegno, aveva permesso alla nipote d'empire la casa di gioventù chiassosa e petulante, e chiuso un occhio su molte aperte e flagranti violazioni delle regole di civiltà verso la figliuola dell'ospite assente, e la sua giovane compagna ed amica. Ora però conveniva reprimere questa indecorosa oltracotanza, ed ella lo comprendeva. Sfortunatamente, innanzi che mettesse in opera le sue precauzioni, il capo della famiglia ritornò inaspettato, e in circostanze che non le permisero d'avvertir nessuno nè preparar nulla.
Egli arrivò sull'imbrunire, avendo preso l'omnibus, cosa contraria alle sue consuetudini. Era una serata fresca; finestre ed usci erano chiusi. La splendida illuminazione del salotto gli fece sospettare che sua moglie ricevesse una numerosa compagnia. Ne fu contrariato, essendo un sabato; egli, fedele agli antichi costumi della Nuova Inghilterra, desiderava che la vigilia del giorno del Signore la sua famiglia rimanesse quieta e raccolta. Per di più aveva un forte mal di capo. Non entrò dunque nel salotto, e passò invece prima nella biblioteca, poi nella sala da pranzo. Le trovò l'una e l'altra deserte e fredde. Salì al piano superiore, attraversò parecchie stanze, osservando non senza indignazione la trascuratezza con cui erano tenute, perchè egli amava l'ordine e la pulizia meticolosa, e andò difilato alla camera d'Emilia. Aperse l'uscio pian piano, è guardò dentro.
Un bel fuoco ardeva nel caminetto a un canto del quale era stata spinta un'agrippina su cui sedeva Emilia; la piccola sedia a dondolo di Gertrude occupava l'altro. I riflessi della fiamma guizzavano sulle tende candide; da un panierino di fiori che ornava la tavola si diffondevano intorno soavi fragranze; ogni cosa era al suo posto e splendente di nettezza. L'aspetto della stanza, il viso placido e sereno della figliuola, il raggiante sorriso della giovanetta che alzando gli occhi aveva veduto con sua gran gioia il padre, il protettore della sua amica cieca, contemplarle in atto amorevole di sulla soglia, offrivano al signor Graham un così grato contrasto con quanto s'era offerto al suo sguardo fino allora, ch'egli, mosso da un sentimento più caldo del solito, strinse in un tenero amplesso paterno Emilia stupita dalla sua improvvisa comparsa, salutò non meno affettuosamente Gertrude. Questa avvicinò al fuoco una poltrona dov'egli sedette esclamando:
— Brave ragazze, qui si sta bene e c'è un'aria di pace casalinga che consola! Ma che cosa succede al pianterreno? E perchè tanto disordine, tanta confusione? —
Emilia spiegò che parecchi ospiti soggiornavano alla villa.
— Uh! Ospiti? Me lo dovevo immaginare! — brontolò il vecchio signore con tono di malcontento. — E si direbbe che ciascuno abbia vuotato il suo sacco di cenci nelle camere.... —
Gertrude gli domandò se avesse preso il tè.