— Non c'è rimedio, — diceva a Bella. — È saldo come una ròcca, e se andremo noi in Europa, con lui, indubitatamente Emilia e la sua fedele ci verranno anche loro. —

Rimase dunque sbalordita come da un eccesso di gioia, quando seppe che la coppia con cui tanto le spiaceva di dover fare il desiderato viaggio, restava a casa, e per istanza della stessa signorina Graham. Gli scrupoli che avevano rattenuto Emilia dal dimostrare a suo padre quanto poco gradevole sarebbe riuscito per lei il giro all'estero, erano svaniti tosto che s'era persuasa che Gertrude, il cui bene le stava sempre a cuore, avrebbe sofferto ancor più viaggiando sottoposta alla compagnia delle sue nemiche.

Quantunque cieca, ella afferrava e comprendeva quasi tutto ciò che avveniva intorno a lei. Dotata di prontissima percezione mentale e d'un finissimo udito reso doppiamente acuto dalla mancanza della vista, era giunta a conoscere, forse più addentro di ogni altro, gli eventi della scorsa estate. Indovinava il vero stato delle cose tra Ben Bruce e Gertrude, benchè questa non gliene avesse mai fatto parola, e s'immaginava in qual modo vi fosse coinvolta Rina, il che d'altronde non era difficile arguire, date le involontarie ma continue confidenze che l'ingenua fanciulla le andava facendo nelle loro conversazioni.

Poichè gli abusi di potere della signora Graham e di Bella divenivano sempre più aperti e audaci, la governante e la cuoca stimarono tolto il divieto di palesarli alla padroncina: ma il dolore d'Emilia ebbe largo compenso nelle novelle prove che quei fatti le fornivano del devoto affetto di colei ch'ella si compiaceva di chiamare sua figliuola adottiva.

Con perfetta calma, senza esitazioni come senza ira, ella risolse di procedere in guisa che Gertrude fosse liberata dalla servitù a cui s'assoggettava con tale abnegazione. Suo padre s'oppose sulle prime al suo desiderio di non accompagnarlo in Europa: ma egli troppo bene sapeva che quel viaggio, in cui per lei le intime sofferenze dello spirito si sarebbero aggiunte alle privazioni esteriori, non poteva essere che un sacrificio, perchè egli s'ostinasse a obbligarvela; e considerato che, dopo tutto, quella era l'unica via di conciliare gl'interessi contrari e che Emilia gli offriva il partito migliore nelle presenti circostanze, determinò di rassegnarsi alla lunga separazione dalla figliuola e permettere a questa di cercare la propria felicità dove la trovava. Egli aveva veduto durante l'inverno passato nel Mezzogiorno quanto la sua cecità le rendesse penoso il viaggiare, specie senza il soccorso dei vigili occhi di Gertrude, e riconosceva ora che i suoi gusti e il suo costume di vita erano proprio l'opposto di quelli della nuova signora Graham e delle costei nipoti; sicchè, punto voglioso d'esser convinto dai fatti della follia commessa con quel terzo matrimonio che minacciava di diventare per lui una sorgente d'infelicità domestica, apprezzò la saggezza di quel consiglio e si sentì sollevato prendendo una risoluzione che contentava tutti.

XXXIV.

Una serie di giorni che compone

Mesi felici.

Wordsworth.

La casa della signora Warren, che offriva ai dozzinanti un soggiorno comodo e gradevole, fu prescelta da Emilia per passarvi l'inverno con Gertrude. Il signor Graham circa un mese dopo il suo ritorno da Nuova York s'era imbarcato alla volta dell'Havre con la moglie, Isabella e Rina; la signora Ellis era andata a godere un ben meritato riposo da certe sue cugine che dimoravano in campagna, e la villa era stata chiusa. La signora Prime, entrata come cuoca nella pensione Warren, brontolava tutte le mattine per il cresciuto lavoro, e tutte le sere benediceva la sua stella che l'aveva condotta ancora sotto il medesimo tetto con le sue care signorine.