Quantunque il signor Graham avesse ampiamente provveduto al mantenimento della figliuola e della sua compagna, Gertrude era desiderosa d'occuparsi di nuovo in modo proficuo, e riassunse perciò una parte delle sue lezioni nella scuola del signor W. Ed Emilia, per gradita che le fosse la compagnia della giovanetta, se ne privava di buon grado durante alcune ore, lieta del nobile sentimento onde ella era animata, e la incoraggiava con le sue lodi. Nella loro indisturbata intimità, e in mezzo a pochi ma eletti amici, passarono un inverno tranquillo e felice. Leggevano e passeggiavano insieme secondo l'antica consuetudine. Insieme assistevano a conferenze e concerti; visitavano le gallerie di belle arti. Dinanzi ai capolavori della pittura e della scultura Emilia ascoltava attenta la sua guida, che con gli occhi scintillanti e il viso raggiante d'entusiasmo, le descriveva, ponendovi la più minuziosa diligenza, i soggetti dei marmi e delle tele, la maniera in cui l'artista aveva reso il concetto originale della sua mente, gli atteggiamenti, le figure, le espressioni dei visi, il colore dei paesaggi, e infine le impressioni prodotte nel suo spirito e nel suo cuore, i pensieri destativi dalle opere d'arte che esaminava. E tali erano l'eloquenza dell'una e la simpatia con cui l'altra pendeva, intenta, dalle sue labbra, ch'esse medesime in quell'atto offrivano un soggetto pieno di commovente contrasto, se non al pittore almeno all'osservatore della natura umana manifestata in nuove forme e scevra da vanità ed affettazione.

Nelle passeggiate quotidiane, o contemplando la fulgida bellezza d'una serena notte invernale, Gertrude, rapita, lasciava sgorgare dal profondo dell'anima tutta l'ardente ammirazione di cui l'opera del sommo Artefice la colmava; dipingeva all'amica cieca la pompa d'uno splendido tramonto, o al cader della dolce ora crepuscolare, seduta accanto a lei, spiava nel cielo invaso dall'ombra notturna le stelle che s'accendevano ad una ad una: e allora Emilia attingeva alle segrete fonti della sua illuminata natura tali verità della vita interiore che sembrava ch'ella sola godesse la vera luce, e chi vedeva il mondo materiale fosse, al paragone, avvolto nelle tenebre.

Felice e profittevole fu quell'inverno che trascorsero così. E non vivevano per sè soltanto: i poveri le benedicevano, gli afflitti venivano a loro per conforto, i familiari le amavano con predilezione. Gertrude spesso lo ricordò nella sua vita come il tempo in cui Emilia e lei erano vissute in un loro proprio mondo incantevole e beato. Venne la primavera, passò, ed esse s'indugiavano ancora, riluttanti a lasciare un luogo dove si trovavano tanto bene: forse non si sarebbero mosse dalla città neppure nell'estate senza una subita alterazione della salute d'Emilia e l'ordine perentorio del dottor Jeremy, il quale prescriveva l'aria di campagna come il migliore ricostituente.

All'ansietà che Gertrude provava per l'amica s'aggiungeva ora una crescente inquietudine per il lungo silenzio di Guglielmo. Da quasi tre mesi non le era più giunta una parola da lui. Egli certo non l'aveva dimenticata nè la trascurava volontariamente. Questo era impossibile. Che cosa cagionava dunque una così strana sospensione della loro corrispondenza? Si sforzò tuttavia di non lasciarsi turbare l'animo, e dedicò tutte le sue cure ad Emilia che cominciava ad averne veramente bisogno.

Andarono al mare per alcune settimane; ma quell'aria pura e viva non ridonò vigore all'indebolito organismo della cieca. Ella dovette tralasciare le sue passeggiate; una continua stanchezza le toglieva l'elasticità delle membra, il suo spirito così placido ed eguale andava soggetto a insolite depressioni, i suoi nervi erano divenuti irritabili a segno ch'era necessario preservarla con gran cura da ogni causa d'eccitazione.

Il buon dottore veniva di frequente a visitare la favorita tra le sue pazienti; e la trovava sempre piuttosto peggiorata che non migliorata; infine le ordinò di ritornare a Boston dicendo che la signora Jerry aveva una bella camera sul davanti, altrettanto fresca e più comoda che le stanzette anguste della gremita pensione di Nahant, e insistendo perchè Emilia e Gertrude accettassero d'alloggiarvi durante una quindicina di giorni in capo a cui egli sperava d'esser libero di condurre la signorina Graham a cercar salute altrove se non si fosse ancora rimessa.

Ella lo assicurò che a Nahant non ci stava male: temeva di recare troppo disturbo alla signora Jeremy.

— Non parlate di disturbo! — protestò egli. — Credo che oramai dovreste conoscerci bene, mia moglie e me. Venite domani: v'aspetterò alla stazione. Arrivederci! —

E pigliato il suo cappello se n'andò. Gertrude lo seguì.

— A quanto veggo, dottore, — ella disse — non trovate Emilia molto bene.