Sonò la mezzanotte prima che l'immaginazione di Gertrude, vivissima sempre ed ora quanto mai eccitata dal piacere che il domani prometteva, potesse calmarsi tanto da permetterle di pensare a ristorar le forze nel sonno. Emilia dovette porre un freno alla sua ilarità e alla sua loquacità ricusandosi deliberatamente di far più eco a una risata o ascoltare una parola. Costretta così al silenzio, cadde in un sonno profondo. Non seppe quindi che la sua compagna aveva procurato questo benefizio a lei sola, perchè ella, contro il solito, non riusciva ad assopirsi, e l'alba la sorprese desta ed incerta se avesse mai avuto in tutta la notte un momento di perfetto riposo.

Gertrude dormì saporitamente finchè non fu svegliata dalla signorina Graham. Al vedere questa ritta presso il suo letto e vestita, ella balzò su, attonita, posto che il caso rovesciava l'ordine consueto delle cose: era suo costume annunziare ogni mattina all'amica cieca, con un bacio, che il giorno incominciava.

— Sono le sei, Gertrudina, e il piroscafo parte alle sette! Il dottore ha già picchiato al nostro uscio.

— Come ho dormito! Sarà una bella giornata?

— Bellissima, però assai calda. Ho dovuto chiudere le persiane a cagione del sole che si faceva sentire. —

La fanciulla si dette fretta a fine di riguadagnare il tempo perduto, ma quando vennero a chiamarle per la colazione non aveva ancora finito di vestirsi e le rimaneva da chiudere le valigie d'Emilia e le proprie; insistette dunque perchè gli altri scendessero intanto senza di lei promettendo di raggiungerli tra pochi minuti.

I viaggiatori radunati alla tavola della prima colazione, a quell'ora mattutina, non erano numerosi: due comitive oltre quella dei Jeremy, e alcuni signori soli, quasi tutti uomini d'affari, i quali, mangiato a scappa e fuggi, se n'andarono solleciti pei fatti loro. Tra i pochi che si trattenevano tuttavia quando giunse Gertrude, uno unico fu da lei particolarmente notato durante i brevi momenti che il dottore le concesse per sdigiunarsi. Era un signore seduto dal lato opposto della tavola, a qualche distanza. Terminato il suo pasto egli s'indugiava, come uno che può fare il proprio comodo, divertendosi a tenere in equilibrio il cucchiaino da tè sull'orlo della tazza; e innanzi ch'ella entrasse aveva suscitato l'animavversione della signora Jeremy manifestando una certa velleità d'osservare il gruppo di cui questa faceva parte con occhio più critico che non le garbasse.

— Ve ne prego, dottor Jerry, — aveva ella detto al marito — mandate il cameriere ad invitare quel signore a prender qualche cosa: m'è insopportabile essere guardata mentre mangio.

— Non guarda voi, signora mia.... È la nostra Emilia quella che gli piace. Emilia cara, c'è qui dirimpetto un signore che v'ammira oltremodo.

— Davvero? — fece la signorina Graham sorridendo. — Gliene sono molto obbligata. E posso contraccambiare il complimento?