— Sicuro, è un bell'uomo, di nobile aspetto, quantunque alla signora Jerry non sia simpatico. —
In quel punto Gertrude venne a prender posto accanto a loro, salutandoli e scusandosi gaiamente del suo ritardo. Le fresche rose delle sue gote, il vivido fulgore de' suoi grandi occhi neri che la facevano contemplare con affettuosa ammirazione dalla coppia de' suoi vecchi amici, furono forse la causa per cui lo sconosciuto distolse lo sguardo dall'amabile e commovente viso d'Emilia, per fissarlo su quello più giovanile e tanto radioso ed espressivo di lei.
Ella s'accòrse subito dell'attenzione che attirava, e si sentì un po' impacciata. Fu lieta pertanto quando quegli, lasciato cadere il suo cucchiaino da tè, si rizzò e uscì dalla sala. Nell'atto che le passava davanti ella potè osservarlo un momento, come non aveva osato fare mentre le sedeva quasi di faccia.
Era di statura notevolmente superiore alla media, snello, ben fatto, di portamento grazioso e dignitoso. I suoi lineamenti erano piuttosto rilevati, ma espressivi e anche belli; gli occhi scuri, vivi, penetranti, avevano uno sguardo scrutatore; la bocca, dalle labbra ferme ed energicamente chiuse, rivelava un animo franco e risoluto ed una gran forza di volontà.
Ma la più singolare particolarità della sua figura consisteva nel contrasto dei suoi capelli molto brizzolati d'argento e sulle tempie d'una bianchezza quasi nivea, col fuoco giovanile di quegli occhi, con la leggerezza del passo e la disinvoltura delle mosse; contrasto così strano che lungi dal parere un effetto dell'età e dargli un'aria venerabile, faceva risaltare le apparenze di gioventù e di vigore.
— Che tipo bizzarro! — esclamò la signora Jeremy appena egli fu passato.
— Ma elegante, non è vero? — disse Gertrude.
— Elegante! — ribattè l'altra, — Con quel capo grigio?
— A me pare bello, — replicò la fanciulla. — Peccato che sembri così malinconico: mi rattrista, guardarlo.
— Quanti anni credete che abbia? — domandò il dottore.