— Su, su, moglie, Gertrude, Emilia, spicciatevi! Che state a fare qui sotto? Perderete le vedute più belle! —
Entrò, e prese Gertrude a braccetto per condurla via lasciando che le altre due li seguissero appena sarebbero pronte: ma ella non volle affidare a nessuno la cura di guidar la cieca su per la scaletta, e dal canto suo la signora Jeremy impegnò il marito in un'animata discussione sull'opportunità di mettersi il cappello di paglia, ch'ella, consorte amorosa e previdente, aveva portato in mano, da Boston, e che si struggeva pertanto di veder servire al suo uso. Nel tempo ch'essi dibattevano la questione, e che Emilia, persuasa da Gertrude, mutava la sua mantellina con un leggero mantello, precauzione consigliata dalla fresca brezza che spirava sul fiume, il piroscafo aveva già percorso un buon tratto di cammino, e quando la comitiva sbucò di sotto coperta e girò gli occhi intorno cercando dove sedersi, non c'era più sulla tolda nè una panchetta nè una seggiola libera. Il numero dei passeggeri era stragrande, e quasi tutti s'erano radunati a poppa. Il dottor Jeremy fu costretto ad allontanarsi dalle sue signore per andare in traccia di seggiole.
— Non restiamo qui ritte, — disse piano la signora Jeremy alle sue compagne — battiamo in ritirata prima ch'egli torni. Ci sono certe belle poltrone a dondolo nel salottino delle signore, e non un'anima che le occupi.... Nessuno ci aspetta quassù; e io non posso soffrire di vedermi fissata da tutta questa gente che gongola in cuor suo d'aver trovato da sedere così bene.... E voi, Emilia? —
La buona donna era una di coloro che dimenticavano sempre che Emilia non ci vedeva.
Ma Gertrude non lo dimenticava mai; ella cingeva leggermente con un braccio la vita dell'amica cieca per impedire che i moti del bastimento le facessero perdere l'equilibrio, nè era da maravigliarsi se in quell'atto esse attraevano l'attenzione degli astanti: l'una splendente di giovinezza e di salute, alta, forte, invero fatta per proteggere quella che s'appoggiava così fidentemente a lei; l'altra dolce e gentile nella sua debolezza.
— Penso che se troviamo posto all'ombra godremo più fresco qui che da basso, — rispose la signorina Graham alla proposta di fuga in assenza del dottore. — Voi preferite, credo, i luoghi freschi, signora Jeremy....
— Sì, ma ho notato che nel salotto delle signore c'è una deliziosa corrente d'aria, e.... —
L'argomentazione della brava signora fu interrotta dal cordiale saluto del dottor Gryseworth, che sedeva dando loro le spalle e s'era voltato al suono dell'armoniosa voce d'Emilia; quella voce, una volta udita, lasciava nella memoria un'impressione indelebile. Stretta ch'ebbe la mano a tutte e tre, egli insistette perchè la signora Jeremy prendesse la sua seggiola, e nel momento stesso un altro signore, che esse non avevano osservato tra la folla dei passeggeri, si rizzò, e, inchinandosi, offerse urbanamente la propria per Emilia, poi s'allontanò a rapidi passi. Era lo sconosciuto che aveva destato la loro curiosità durante la colazione, all'albergo. Gertrude lo riconobbe al suo sguardo acuto e penetrante, prima ancora che alla strana precoce canizie, e mentre lo ringraziava e faceva sedere la cieca sentì un lieve rossore invaderle il volto, sotto gli occhi ardenti che la fissavano. Ma il dottor Gryseworth distolse immediatamente i pensieri della giovanetta dall'incognito che s'affrettava a ritirarsi, presentandole le sue figliuole.
Le signorine Gryseworth erano ragazze intelligenti; la maggiore, da poco tornata dall'Europa dove aveva fatto un lungo viaggio col padre, veniva tenuta in concetto di persona superiore ed elegante; ambedue piacquero moltissimo a Gertrude per la graziosa cordialità con cui fecero la sua conoscenza, e soprattutto per le delicate attenzioni, piene di simpatia, che prodigarono ad Emilia.
Intanto il dottor Jeremy ritornò con l'unica seggiola che gli fosse riuscito di procacciarsi, e poichè il dottor Gryseworth s'era ingegnato destramente di accomodare Gertrude e sè, egli approfittò della sua conquista per proprio uso, e si riabbandonò subito a quella gaia spensieratezza che conveniva mirabilmente al suo carattere amabile e geniale.