Dal ripiano roccioso su cui la casa era edificata, fino all'estremo orizzonte si estendeva un mare di nuvole candidissime, che coprivano la terra sottostante nascondendola affatto alla vista. Erano immensi cumuli nivei, luminosi, occupanti tutto lo spazio visibile senza lasciar tra loro pur un minimo crepaccio, come una spessa e ininterrotta cortina tesa a dividere la terra dal cielo.
E mentre, in basso, il mondo era escluso dalla chiara luce mattutina, la vetta del monte gioiva nella gloria d'una maravigliosa aurora, di cui le stesse nubi che oscuravano con la loro ombra le dimore degli uomini accrescevano la bellezza. La navicella d'una fata avrebbe galleggiato su quelle onde vaporose splendenti al sole come neve recente, che offrivano col contrasto tra il proprio immacolato candore e il purissimo azzurro delle regioni aeree superiori uno spettacolo grandiosamente pittoresco. Il denso fogliame delle querce, degli abeti, dei larici, che avevano posto radice in quell'alta zona montana, luccicava tutto fresco e rugiadoso, e gli uccelli che vi albergavano, sicuri e lieti, facevano risonare le varie note dei loro canti.
Gertrude, dopo aver guardato a lungo, lasciò la finestra, si vestì in fretta, e uscì sul ripiano, davanti alla casa che pareva ancora immersa nel silenzio del sonno. Ella rimase qualche tempo immobile, col respiro quasi mozzo, compresa di reverenza e d'ammirazione.
Alfine un rumore di passi la scosse. Si voltò e vide i Jeremy che venivano a lei. Il dottore pieno di vita, come sempre, si tirava dietro la sua sposa riluttante e assonnata, il cui aspetto diceva quanto a malincuore ella avesse tralasciato il suo ultimo pisolo del mattino.
— Bello, eh, Gertrudina? — fece egli stropicciandosi le mani. — Una magnificenza che sorpassa ogni mia aspettazione. —
Ella volse verso di lui i suoi occhi raggianti, senza proferir parola. Pago di quella muta ma eloquente risposta, il dottor Jeremy s'avanzò fin sull'orlo della roccia piana, su cui stavano, incrociò le mani sotto le falde dell'abito, e s'abbandonò a un monologo fatto di frasi esclamative e d'interiezioni, esprimenti la sua contentezza, corroborate da rapidi e regolari inchini del capo.
— Non c'è che dire, è una cosa singolare, — mormorò la signora Jeremy soffregandosi gli occhi e girandoli attorno — ma di qui a un'ora o due sarebbe stata la medesima. Non so proprio perchè il dottore m'abbia forzata a levarmi così presto. —
In quella lo sguardo le cadde su suo marito, e tutta sgomenta sì slanciò avanti gridando:
— Per carità, dottor Jerry, non v'arrischiate così sull'orlo d'un precipizio! Siete pazzo, benedett'uomo? Mi fate morire dallo spavento! Cadrete di sotto e vi romperete il collo, come è vero che siamo al mondo! —
Trovandolo sordo alle sue supplicazioni, lo afferrò per un lembo dell'abito e tentò di trarlo indietro; placidamente egli si volse domandando: