— Ebbene, che c'è? —

Vista l'ansietà della povera donna egli retrocedette prudentemente d'alcuni passi; ma un momento dopo era di nuovo nella stessa condizione precaria. La scena si ripetè cinque o sei volte, finchè stanca di spasimare tra angosce che si ridestavano non appena sopite, ella implorò l'aiuto di Gertrude per istrappare al pericolo il temerario che a sentir lei si sarebbe senza fallo accoppato.

— Vogliamo esplorare un po' quel sentiero a destra della casa? — suggerì la fanciulla. — Pare delizioso....

— Oh, sì! — rincalzò la signora Jeremy. — Un deliziosissimo sentiero ombreggiato! Venite, dottore; Gertrude ed io si va su, di qua.... venite! —

Egli guardò nella direzione da lei indicata.

— Ah! — disse. — È quello di cui parlava il direttore dell'albergo. Conduce alla pineta. Bene, arrampichiamoci lassù, e vediamo che c'è di bello. —

Gertrude fece l'avanguardia; i due coniugi la seguirono. Camminavano in fila, uno ad uno, essendo la via angustissima. La ripidità della salita era tale che prima d'averne fatta mezza la signora Jeremy, trafelata per il caldo e la fatica, si fermò di botto, dichiarandosi incapace d'arrivare in cima: se avesse saputo di dover inerpicarsi su per quell'erta orribile non ci sarebbe venuta davvero! Tuttavia, incoraggiata e assistita da' suoi compagni, si lasciò indurre a provare un altro po'; ma di lì a qualche minuto Gertrude, ch'era avanti d'alcuni passi, l'udì gettare un fievole grido. Ella si voltò a guardare che accadesse: il dottore rideva dai precordi, mentre sua moglie, la quale sembrava l'effigie della costernazione, faceva inutili sforzi per passare di fianco a lui nello stretto sentiero, e ridiscendere la china.

— Gertrude, — ella chiamò — vieni, vieni! Seguimi!

— Che cos'è stato? — domandò la giovanetta.

— Ah, che cosa? Quest'altura è popolata di serpenti a sonagli, e rischiamo di esser tutti morsi a morte!