— Ma no, ma no, Gertrudina, — disse il dottore, ridendo sempre. — Le ho detto soltanto che ce n'è stato ucciso qui uno quest'estate, e subito ha còlto l'occasione d'una scusa per tornare indietro.
— Dite quel che volete, — replicò la buona donna che quasi rideva anche lei a dispetto delle sue paure — se ce n'era uno, ce ne possono essere degli altri, e io non voglio trattenermi un momento di più! Il luogo mi piaceva poco già prima, e ora intendo ritornamene giù più presto che non sono salita. —
Il dottore vedendola così determinata si risolse ad accompagnarla. Nell'andare, gridò a Gertrude di star tranquilla perchè non c'era ombra di pericolo e la pregò d'aspettarlo sulla vetta dove l'avrebbe raggiunta non appena condotta a salvamento la moglie nell'albergo.
Ella proseguì sola, non senza guardarsi attorno con un po' d'apprensione; ma il sentiero era così ben tenuto, che certo doveva essere frequentatissimo e secondo ogni probabilità sicuro, sicchè bentosto non pensò più che alla bellezza del paesaggio. Guadagnata vigorosamente la cima si trovò in un ripiano boscoso donde il suo sguardo spaziava di nuovo sul vasto mare di nubi.
Sedette a piè d'un gran pino, si tolse il cappello, perchè era accaldata dallo sforzo durato, e aspirando la fresca aria montanina riprese il corso d'una meditazione che i Jeremy avevano interrotta.
Ma d'improvviso un lieve sussurro la fece trasalire; si rammentò dei serpenti a sonagli, e scattò in piedi; ma udendo un suono sommesso, che le parve il respiro d'un dormente, guardò dalla parte donde veniva, e infatti vide un uomo che giaceva a terra e sembrava immerso nel sonno. Ella gli si avvicinò, cautamente. Prima che potesse scorgere la sua faccia, il cappello di paglia a larga tesa, e la lunga capigliatura ondulata, quasi bianca, glielo fecero riconoscere. Il signor Phillips dormiva, o pareva: la testa posava sul braccio ripiegato, gli occhi erano chiusi, l'atteggiamento denotava riposo perfetto. Ma nel momento che la fanciulla, pian piano, si fermava accanto a lui, mirandolo, egli s'alterò nel viso: l'espressione di pace disparve, si mutò in quella di profonda tristezza che già aveva destato in lei compassione e simpatia. Le sue labbra si mossero: agitato da un sogno egli proferì, o per dir meglio, gridò tre volte: «No, no, no!» e ciascuna con maggior enfasi e maggior veemenza; poi bruscamente alzò il braccio libero sopra il suo capo, e lo lasciò ricadere di peso al suolo; i suoi lineamenti si ricomposero, e mormorò in un sospiro: «Oh, Dio!» con l'accento d'un bimbo che, afflitto e stanco, reclina la testa sulle ginocchia della madre.
Gertrude si sentiva intensamente commossa. Dimenticò che quell'uomo era un estraneo: vide soltanto ch'egli soffriva. Un insetto venne a posarsi sulla bella e aperta sua fronte: ella si chinò verso di lui, scacciò la creatura avida di sangue, e, nel farlo, una delle lacrime ch'empivano i suoi occhi cadde sulla guancia del dormente.
Calmo, senza alcun movimento, egli si destò e guardò in faccia la fanciulla che, tutta confusa, dette un sobbalzo e si sarebbe voluta rapidamente allontanare; ma il signor Phillips, rizzandosi sul gomito, le afferrò una mano, e dopo averla fissata un momento senza parlare, disse con voce grave:
— Figliuola mia, avete versato quella lacrima per me? —
Ella non rispose che con gli occhi lucenti ancora della pietosa rugiada.