— No, punto, — disse Elena. — Non era nulla di straordinario.... per lui almeno. Tutte le sue abitudini sono strane. Netta perse un'ora o due del suo placido sonno, e non può perdonarglielo.
— Ah, un'ora o due? — gridò Netta. — La notte intera, cara la mia Elena, la notte intera.
— Via, sorellina, non sai che cosa sia una notte intera, tu: non la vedesti in vita tua. —
Una piccola questione minacciava di sorgere tra le due sorelle sulla durata delle passeggiate notturne del signor Phillips e le conseguenti veglie di Netta Gryseworth; ma fortunatamente il gong sonò, e questa scappò nella loro camera per rinfrescare un po' le sue gale prima di presentarsi alla tavola del tè.
Saratoga è un luogo bizzarro. Vi si vedono raccolti, al culmine della stagione, non solo numerosi Americani degli Stati Uniti, ma stranieri d'ogni paese. La scala della moda è trasportata là e tutti gli scalini ne sono occupati. La bellezza, la ricchezza, l'orgoglio, la follia, vi hanno degni rappresentanti; ma non mancano quelli dello spirito, del genio, della scienza. L'ozio vi regna sovrano, assoluto, e nessuno, neppure il più attivo, il più affaccendato, il più industrioso dei cittadini di questa nostra terra di lavoratori, osa contendergli il suo passeggero ma legittimo dominio. Tutti i ceti sociali, tutte le professioni, quasi anche tutti i mestieri, vi s'incontrano, amichevolmente. I possessori d'un nome aristocratico o d'una borsa ben fornita, la beltà famosa, l'uomo celebre, artista, poeta o scienziato, brillano ciascuno nella propria sfera. Certo vi sono molti idoli falsi. Gente che a casa sua è zero qui trova una probabilità di esser tenuta in conto di qualche cosa, mentre altri che in una città lontana sono dei maggiorenti, seggono in un cantuccio, imbronciati, vedendosi d'improvviso ridotti alla parte di comparse senza importanza. Ma tutti vengono con un medesimo fine: divertirsi, distrarsi, riposarsi; e nella comune ricerca del piacere, generalmente un sentimento benevolo prevale tra loro. La gaia folla è sempre in moto; e le comitive eleganti che girano a piedi, in carrozza, a cavallo, o si radunano sulle terrazze degli alberghi, offrono uno spettacolo vivace e festevole; chi ama osservare la natura umana può qui studiarla nelle sue forme più animate.
Era un nuovo mondo per Gertrude; e sebbene l'Albergo del Congresso fosse comparativamente un tranquillo ritiro ov'ella vedeva soltanto un riflesso degli splendori di Saratoga e non udiva che l'eco lontana del suo brusio, pure c'era di che maravigliare e divertire una giovanetta novizia nella vita mondana. In quell'eletto circolo di persone fini, intelligenti, cólte, che si raccoglieva intorno alla signora Gryseworth e dove il dottor Jeremy e la sua compagnia avevano subito avuto onorevole accoglienza, ella trovava molto di confacente agli elevati suoi gusti intellettuali, e fu subito apprezzata ed ammirata come meritava.
La signora Gryseworth era una gentildonna della vecchia scuola, vissuta sempre nella miglior società, di cui nonostante la sua età avanzata continuava a godere i piaceri e ad essere un ornamento. Alta, di portamento maestoso, ella conservava ancora un aspetto elegante; e quantunque un po' superba e ritrosa con gli estranei, diveniva presto un'amabilissima compagna per i suoi nuovi amici, fossero vecchi o giovani. Nei primi giorni la povera signora Jeremy si sentiva intimidita dinanzi a lei, e oltremodo impacciata, ma quest'impressione svanì con prodigiosa rapidità, a segno che la piccola e tonda moglie del dottore non tardò ad essere quanto mai bonariamente familiare e loquace con l'augusta dama.
Una sera, nell'atto che Emilia e Gertrude, le quali erano a Saratoga da circa una settimana, lasciavano la sala da pranzo dopo aver preso il tè, Netta Gryseworth le raggiunse, e pigliata a braccetto la fanciulla, disse col consueto suo tono di gaiezza:
— Gertrude, io mi guasto con voi uno di questi giorni.
— Davvero! E per quale motivo?