— Che è stato? — domandò la signora Gryseworth alla nipote. — Dove va Gertrude?
— Entra in lizza, nonna, quale campione di quel fagotto di bimbetta.
— È quella lì che fa tanto baccano?
— No davvero, ma credo che ne sia la causa.
— Non sono molte — notò Elena — le ragazze che possano attraversare una sala così grande con la grazia di Gertrude Flint.
— Ella ha una bella figura, — disse la vecchia signora — e sa camminare, abilità rara al giorno d'oggi.
— È molto ben fatta, — affermò il dottor Gryseworth che aveva seguitato con gli occhi la fanciulla, e udendo i commenti di cui ella era oggetto volle manifestare anch'egli il suo giudizio critico — ma il vero segreto del suo nobile portamento sta tutto nella non comune dignità del suo carattere, nel non sapere nè desiderare d'essere osservata, e nel contenersi pertanto con semplicità. Inoltre veste bene. Elena, mi piacerebbe che tu imitassi la signorina Flint nel modo di vestire: il suo gusto è ottimo.
— Ed economico, babbo, — mormorò Netta. — La vostra borsa se ne avvantaggerebbe assai, perchè Gertrude ama la semplicità anche in cotesto.
— Lo stile della signorina Flint non converrebbe alla signorina Gryseworth, — disse al dottore la signora Petrancourt avvicinatasi mentre egli parlava. — La vostra figliuola è una splendida bellezza aristocratica, e può portare le abbigliature più sontuose.
— Anche il manichino d'una sarta lo può. Tuttavia credo che in un certo senso abbiate ragione. Le due ragazze non sono abbastanza simili l'una all'altra da rassomigliarsi se anche i loro vestiti fossero eguali con un'esattezza cinese.