Ah non così, non così nel passato
Tu solevi incontrarmi.... A te insegnato
La lontananza e il tempo hanno l'oblio?
Mrs. Hemans.
Gertrude aveva rimesso la sua piccola protetta nelle mani della bambinaia venuta a cercarla, ed era ritornata a sedersi fra i suoi amici, quando l'attenzione generale fu attratta da una bellissima giovane, vestita splendidamente, che entrò nella sala scortata da tre cavalieri. Ella guardò in giro per trovar la persona che veniva a visitare, poi andò verso la signora Petrancourt, la quale a sua volta le mosse incontro.
Quantunque nulla fosse per Gertrude più inaspettato di quell'apparizione, ella riconobbe subito Isabella Clinton; ma questa passò davanti a lei e ad Emilia senza notarle. Non essendovi seggiole libere, prese posto con la signora sur un'agrippina, a qualche distanza da loro, e incominciò una conversazione animatissima e familiare. Mentre discorreva non si volse mai, ed accomiatatasi sarebbe ripassata sotto gli occhi del dottor Jeremy e delle sue compagne, fingendo di non accorgersi della loro presenza, se in quel momento il dottor Gryseworth non avesse diretto la parola alla signorina Flint, chiamandola per nome. Girò allora lievemente il capo da quel lato, e còlta dallo sguardo della fanciulla fisso nel suo, mormorò un «Buona sera» in tono di noncuranza, come si saluta qualcuno che si conosce appena, gettò un'occhiata furtiva su Emilia, squadrò con impertinente curiosità il circolo di cui esse facevano parte, e, senza fermarsi, s'allontanò sussurrando ai suoi cavalieri commenti satirici sull'Albergo del Congresso e sugli ospiti che v'alloggiavano.
— Oh, che bellezza! — disse Netta alla signora Petrancourt. — Chi è? —
La signora Petrancourt comunicò quanto sapeva d'Isabella Clinton; avevano viaggiato insieme in Isvizzera, s'erano incontrate a Parigi dove la bella Americana era molto ammirata.
— Voi la conoscete? — domandò poi a Gertrude.
— La conobbi prima che partisse per l'Europa, — rispose questa — ma dopo il suo ritorno non l'avevo più riveduta.