— Era il medesimo, non è vero, che è rientrato per alcuni minuti verso la fine del concerto? — domandò Elena. — Quello che stava ritto contro la parete?
— Precisamente. Ha aspettato che l'Alboni finisse di cantare, poi s'è accostato alla signorina Clinton e s'è chinato a mormorarle qualche parola all'orecchio. Ella s'è rizzata subito e sono usciti insieme, lasciando gli altri corteggiatori piuttosto mortificati. Io, sedendo presso la finestra, li ho veduti passare e allontanarsi nel parco.
— Proprio nel mezzo di quel magnifico pezzo della Lucia! — disse Elena. — Come hanno potuto andarsene così?
— Oh, non c'è nulla di strano, dato lo stato delle cose, se la signorina Clinton preferisce una passeggiata col signor Sullivan alla miglior musica del mondo! — osservò il signor Petrancourt.
— Ah! — fece Netta. — È molto simpatico quel giovane? Credete che sarà il fortunato?
— Io non ne dubito, — rispose quegli. — Si crede anzi generalmente che siano fidanzati. Egli era a Parigi in compagnia della signorina e di suo padre, la scorsa primavera, e sono ritornati con lo stesso piroscafo. Tutti sanno che il signor Clinton desidera vivamente questo matrimonio, e l'Isabella non nasconde la sua preferenza.
— Certo, — confermò la signora Petrancourt — è una cosa stabilita. L'ho sentito dire anche stasera da due o tre persone. —
Che n'era di Gertrude durante questi discorsi? Poteva ella, dopo avere per sei anni alimentato la cara speranza d'esser l'unico amore di Guglielmo, rimaner lì pazientemente a udire quegli estranei disporre di lui, darlo ad un'altra?
Sì, potè; ma non grazie a sè stessa, perchè la testa le girava, ed ella sarebbe caduta senza il saldo sostegno del signor Phillips, il quale la reggeva al suo braccio con tanta forza, che sebbene egli sentisse come tremava tutta, gli altri non se ne avvidero punto. Per fortuna, anche nessuno osservò la sua faccia sbiancata, e stando essi nell'ombra, il solo che sapeva la sua agitazione, notava gli occhi stralunati e ardenti in quel pallore mortale, le labbra semiaperte e convulsamente rigide.
Come sotto l'incubo d'un sogno spaventoso, ella, col cuore in tumulto, ascoltava, immobile, e udiva e comprendeva ogni parola. Ma non sarebbe stata in grado di parlare o fare un gesto: un momento di più, e qualche caso inevitabile avrebbe tradito il suo turbamento ch'era tale da far paura. Ma il signor Phillips parlò e si mosse per lei, risparmiandole la pena di vedersi esposta alla curiosità degli astanti, da cui certo il suo spirito delicato e sensitivo rifuggiva con orrore.