Dopo ricuperati, non senza difficoltà, i sensi smarriti nella lunga lotta tra la vita e la morte, aveva saputo che uomini pietosi venuti in soccorso dei naufraghi con una barca, l'avevano raccolta, mentre i flutti la risospingevano verso la nave in fiamme. Un minuto più tardi sarebbe stata perduta.
Ella non rammentava nulla. Dal momento che aveva commesso il leggero peso del suo corpo alla debole resistenza della corda, fino a quello in cui aveva riaperto gli occhi in una camera tranquilla e veduto Emilia china ansiosamente sul letto ove ella giaceva, c'era una lacuna nella sua memoria. Il signor Graham era arrivato alcune ore dopo la terribile catastrofe, e il giorno seguente le aveva ricondotte sane e salve all'antica villa da tanto tempo deserta.
La casa e le sue adiacenze conservano quasi il medesimo aspetto di quando apparvero per la prima volta agli sguardi maravigliati di Gertrude ancora bambina, in quella sua famosa visita, lungamente desiderata e intensamente goduta, che fu per lei durante mesi ed anni un inesauribile soggetto di entusiastici discorsi.
I grandi olmi che gettano sempre la densa loro ombra sul verde vellutato del pratello davanti alla casa; il viale bene inghiaiato che conduce fino all'ingresso e poi, biforcandosi, mette a destra nel boschetto dove i rami degli alberi s'intrecciano ad arco sopra esso, a sinistra, nell'orto dei peschi; la vecchia pergola coperta di lussureggianti caprifogli, il grande padiglione rustico dai pilastri grezzi e nodosi, il laghetto, la fontana, e in ispecie le aiuole, cui Giorgio, uno dei fedeli di Gertrude, ha quasi ridonato l'aspetto di quando ella le aveva in cura; tutte le cose, insomma, appaiono ridenti e familiari, quali nelle felici estati in cui Emilia, seduta nella sua poltrona da giardino, sotto l'ampia magnolia, ascoltava la voce allegra, le squillanti risate, il passo leggero della piccola giardiniera che movendosi in mezzo ai fiori come nel suo elemento dava alla tenera amica cieca l'idea d'un fiore animato, soavissimo fra tutti.
Di tanto in tanto un pettirosso in ritardo, ultimo dei numerosi stormi accorsi alla festa delle ciliege, e da lungo tempo partiti, viene saltellando per i sentieri o sulle siepi di bosso lindamente tagliate, e rizza la testolina guardandosi intorno con l'aria di dire: «È ora che parta anch'io!» Una famiglia di scoiattoli, antichi favoriti di Gertrude che si divertiva a osservarli quando si trastullavano fra i rami del salice dirimpetto alla sua finestra, va facendo la sua raccolta nei noci del giardino, dove ce ne sono parecchi, negli angoli tranquilli preferiti da quegli animaletti. Tutti affaccendati essi salgono e scendono, ciascuno con la sua noce in bocca. Non erano venuti l'anno scorso, o almeno non si erano fermati, perchè la signora Graham e il suo giardiniere avevano dichiarato loro la guerra. Ma quest'anno non ci sono nemici, e possono fare copiose provviste per il prossimo inverno.
La vecchia casa stessa sembra gioire della sua pace. La porta della facciata è aperta a due battenti. Nell'atrio la poltrona del signor Graham occupa il solito posto. Gli uccellini di Gertrude, ben custoditi dalla signora Ellis durante la sua assenza, saltellano sui sottili ballatoi della grande gabbia indiana appesa sotto il vasto portico. Il vecchio cane di guardia sta beatamente a giacere al sole, sicuro che nessuno lo molesterà. Il salotto è, come una volta, ornato da vasi pieni di fiori. E il signor Graham pensava ch'era assai gradevole una casa così quieta e ben ordinata, mentre saliva gli scalini dell'ingresso, faceva una fischiatina agli uccelli e una carezza al cane, si sedeva nella sua comoda poltrona e pigliava il giornale portatogli dalla linda servetta.
La cara vecchia villa era sempre quella. Il tempo non aveva fatto che conferirle nuova grazia, darle un'aria più riposata e più serena.
Ma i suoi abitatori?
Il signor Graham è passato attraverso nuove vicende, e sebbene certi tratti del suo carattere siano tanto profondi da non poter essere cancellati, egli per molti rispetti non è più lo stesso uomo. Un tempo si sarebbe coraggiosamente opposto a qualsiasi innovazione nelle sue consuetudini domestiche, a qualsiasi perturbazione de' suoi comodi; ma l'età senile e gli acciacchi avevano depresso alquanto il suo spirito e domato la sua volontà fino allora invincibile. Giusto nel momento di questa crisi egli s'era unito a una donna che possedeva energia e fermezza di propositi, combinate con una certa dose d'amabilità e di sagacia, in grado sufficiente per vincere il suo punto quando le stesse a cuore. Ella, ben inteso, lo compiaceva nelle sue piccole manie, e lo manteneva nella dolce illusione che la sua autorità (quando voleva esercitarla) era assoluta e incontrastabile; ma barcamenava in guisa da fare a modo proprio in tutte le cose importanti, e lo aveva infine ridotto a tale, ch'egli si stimava contento di godere i suoi comodi in quanto poteva e lasciare che il resto andasse per la sua china.
Non è quindi da maravigliarsi se tornato per alcune settimane alla vita del buon tempo antico, ne gioisse come uno scolaretto delle sue vacanze.