Fu ella medesima non poco maravigliata quando in progresso di tempo rammentò il gran numero di faccende domestiche e d'amichevoli prestazioni che quasi macchinalmente compì nel corso di quei due giorni di lotta contro pensieri che tentavano con violenza di riprendere il sopravvento e non potevano essere domati che mercè un enorme sforzo di volontà.
Ella spolverò e ricollocò tutti i libri della copiosa biblioteca, disfece i bagagli e ripose nel loro luogo gl'indumenti suoi e d'Emilia, aiutò la signora Ellis a riordinare le porcellane e le biancherie, e sbrigò molti altri lavori ch'erano stati negletti o posposti.
E così, lodevolmente ingegnandosi d'occupare le mani se non il cuore, ella attese.
XLIII.
Sian pur sottili gli argomenti tuoi,
Non m'indurranno a cercar mai ricchezze
Per amor del potere, nè il potere
A pregiar per amore della gloria.
Milton.
Nel sontuoso salotto d'uno degli alberghi di primo ordine che a Nuova York abbondano, Filippo Amory sedeva solo. Era già sera. Le tende delle finestre erano calate, e accesi i lumi a gas, la cui splendida luce faceva spiccare i colori vivaci del tappeto e delle tappezzerie, e diffondeva intorno un'aria di gaiezza e di benessere, con la quale contrastava forte il pallido viso e l'atteggiamento triste ed abbattuto dell'ospite solitario.