— Non le salvaste la vita?

— Sì, ma senza averne punto l'intenzione. —

Guglielmo sorrise.

— Non fu certo un mèro caso, signor Phillips, l'esservi voi messo a rischio di morte per salvare una vostra compagna di viaggio.

— Infatti, non al caso ella deve la sua salvezza; di questo sono persuaso anch'io. Ma non ringraziate me; è d'altri il merito se la signorina Clinton oggi non dorme il sonno eterno.

— M'è lecito domandarvi di chi parlate? Le vostre parole sono misteriose.

— Parlo d'una cara e nobile fanciulla ch'io volevo strappare alle fiamme.... Per lei nuotavo verso quell'avanzo di nave incendiata. Il suo velo azzurro era il segnale convenuto tra noi. Quel velo accuratamente avvolto intorno al capo della signorina Clinton m'ingannò. Io la trovai aggrappata al posto di.... dell'altra che cercavo, e portai a salvamento sulla riva la preda tolta al fuoco e alle acque senza riconoscerla.... abbandonando la mia diletta che aveva offerto la propria vita in olocausto....

— Oh, non alla morte?

— No, fu ricuperata per miracolo. Andate a ringraziare lei della salvezza d'Isabella Clinton.

— Io ringrazio Dio, — disse Guglielmo con fervore — che gli orrori di tali disastri siano in parte compensati da eroismi come cotesto. —