— Ecco che cosa sono i pettegolezzi dei luoghi come Saratoga! — egli fece quasi gaiamente. — Capisco che non devo più parlare d'altre apparenze di teneri sentimenti sia in voi sia nella signorina. Ma se anche il cuore della bella e la sua dote sono sempre ben custoditi da lei e da suo padre, non mancano buone ragioni di credere, caro Sullivan, che vi sarebbe agevole conquistare ambedue. Voi siete un giovane di grande avvenire, e possedete, a quanto ho udito, una geniale attitudine agli affari che vi rende indispensabile al vecchio; e se con la prestanza della vostra persona e i pregi del vostro spirito non vi rendete tale anche alla fanciulla, la colpa sarà tutta vostra. —

Guglielmo rise.

— Se questo fosse il mio scopo, ricorrerei a voi per incoraggiamento e consiglio; ma, signor Phillips, è fatica sprecata far brillare ai miei occhi cotesta visione lusinghiera.

— No, dato che siate l'uomo ch'io vi credo,-replicò l'altro. — E non sarete certo tanto sciocco (scusate se uso un termine un po' forte) da disprezzare l'opportunità offertavi di prendere quel posto e far quella figura nel mondo a cui vi danno diritto la vostra nascita, la vostra educazione e le vostre qualità personali. Figlio d'un rispettabile ecclesiastico (professione sempre onorevolissima), favorito nella prima giovinezza da occasioni straordinariamente vantaggiose delle quali avete saputo approfittare, oggi, col credito che godete nelle Indie, se aveste al vostro comando ingenti capitali, giungereste presto a contare fra i negozianti più cospicui. Nondimeno tutto questo non basterebbe ancora a darvi pronto e libero accesso nelle alte sfere della nostra aristocrazia; mentre sposando la signorina Clinton, salireste d'un passo a un grado sociale che difficilmente avreste conquistato con lunghi sforzi, e a venticinque anni tocchereste la mèta più eccelsa che la vostra ambizione possa vagheggiare. Nè, oso dirlo, è verosimile che l'essere vissuto sei anni affatto privo della compagnia di donne gentili, non v'abbia disposto a sentire potentemente il fascino d'una grazia e una bellezza così rare....

«Un uomo che ritorna alla terra nativa dopo una lunga permanenza sotto i tropici, suol essere facile preda della prima seducente compatriotta in cui la sorte lo faccia imbattere; e non è invero da maravigliarsi che voi siate preso dalle attrattive della signorina Isabella, singolari anche in questo paese di belle donne. E, sicuro, non avete durato sei anni di fatiche sotto il sole cocente dell'India, senza avere imparato ad apprezzare quanto vale l'insperata e onorevole fortuna che ve ne offre il premio: il riposo, la ricchezza agevolmente conseguita, e, felicità suprema, il possesso d'una giovane e bella sposa. —

Seguì una pausa, durante la quale Filippo Amory stette a spiare nel volto di Guglielmo l'effetto delle sue parole tentatrici. Questi non tardò a palesarglielo con la sua risposta.

— Signor Phillips, — disse in un tono risoluto ed energico che provava la sua profonda sincerità — io non ho infatti speso parecchi dei miei anni migliori lavorando sotto un cielo ardente, in prolungato esilio da quanto avevo di più caro, senza il sostegno di alti fini, senza l'incoraggiamento di dolci speranze. Ma voi mi giudicate assai male se stimate che l'ambizione che m'ha finora spronato possa essere sodisfatta da quelle ricompense che avete dipinte alla mia immaginazione con sì vividi colori. No, signore, credetemelo; quantunque i loro vantaggi siano tali che a pochi è dato conseguirli, io miro a qualche cosa di più alto ancora, e penso che davvero avrei sprecato i miei sforzi se le mie speranze e i miei desiderî non tendessero verso un bene più prezioso.

— E dove cercate l'adempimento di cotesti voti sublimi? — domandò il signor Amory con accento ironico.

— Non già nei circoli gai del mondo elegante nè tra l'aristocrazia del denaro. Io non dispregio un grado onorevole agli occhi dei miei simili, conosco i benefizi della ricchezza, sento il prestigio della bellezza e della grazia; ma non sono queste le cose per cui lasciai la mia patria, nè per esse vi sono ritornato. Benchè giovane, ho vissuto abbastanza, e abbastanza sofferto, perchè sia radicata nel mio cuore la fede che i soli beni degni d'essere cercati a prezzo di lotte e sacrifici, sono quelli più durevoli e più consolanti dei dubbi onori, delle precarie ricchezze, dei volubili sorrisi.

— Dunque, se m'è lecito domandarlo, a che cosa mirate?