— A un focolare domestico; e non tanto per me, sebbene da lungo tempo io aneli alla sua pace, quanto per colei con cui mi confido dividerlo. Or fa un anno — e la voce di Guglielmo si commosse, le sue labbra tremarono — v'erano, oltre la cara creatura che adesso occupa tutta l'anima mia, altre persone ch'io speravo, con tenero amore, con viva gioia, di veder cogliere un giorno i frutti delle mie fatiche. Dio non m'ha concesso di ritrovarle quaggiù, e.... ma perdonatemi, signor Phillips, non è mia intenzione d'importunarvi raccontandovi i miei affari privati.

— Proseguite, proseguite, — disse Filippo Amory. — Merito bene qualche confidenza in cambio de' miei disinteressati consigli. Parlatemi come a un vecchio amico, e siate sicuro che v'ascolto con la maggior simpatia.

— Da molto tempo non ho parlato liberamente di me stesso; — rispose Guglielmo — ma sono franco per natura, e giacchè manifestate il desiderio di conoscere qualche cosa de' miei propositi nella vita, io non ho alcuna ragione di nasconderveli. La mia sorte, signore, fu singolare fin dall'adolescenza: non vi dispiaccia quindi se ne fo un breve cenno. A dodici anni avevo già cominciato ad esercitare i doveri che la necessità m'imponeva. La mamma, rimasta vedova quand'ero bambino, e il vecchio nonno erano i miei soli parenti e quasi i miei soli amici; l'una di debole complessione, delicatissima, non atta ai lavori faticosi: l'altro d'età assai grave, e povero, non avendo altri proventi che la sua piccola paga di sagrestano d'una chiesa vicina. Ma, come voi sapete, perchè già ve lo dissi quando ci conoscemmo in Oriente, nonostante le loro condizioni, essi m'allevarono in una modesta agiatezza e mi diedero un'ottima educazione.

«Ragazzo, quando le piastrelle e i cervi volanti sono d'ordinario gli oggetti che più appassionano, io ero già posseduto da un ardente desiderio di sollevare i miei cari d'una parte delle fatiche e delle cure di cui sostenevano il peso; e con questo fine cercai e trovai un posto, nel quale ero ben trattato e ben pagato, e che conservai fino alla morte del mio buon principale. Poi, per un tempo ebbi a sentire dolorosamente la mancanza d'impiego; mi scoraggiai, fui infelice; e questo stato d'animo era mantenuto dalla convivenza con un uomo di temperamento malinconico ed inclinato al pessimismo, come il mio nonno, il quale aveva patito nel corso della sua vita crudeli disinganni, e però lungi dal farmi cuore insisteva sulla probabilità che tutti i miei disegni, tutti i miei tentativi d'aprirmi la via della fortuna, fossero destinati a fallire.

«Io ero molto amareggiato, allora, dall'influsso deprimente delle tristi predizioni del vecchio; ma poi fui indotto a pensare che, in fondo, produssero un effetto utile, perchè nulla mi spinse a raddoppiare i miei sforzi, più che la brama di provargli ch'erano mal fondate; e una delle maggiori sodisfazioni da me gustate in questi ultimi anni fu appunto la certezza ripetutamente avuta ch'egli era venuto alfine nella persuasione piena ed intera che uno almeno della sua disgraziata famiglia aveva la sorte di sfuggire ai travagli della povertà.

«Mia madre era una donna di natura quieta e gentile, piccolina della persona, di maniere semplici e piuttosto riservate. Ella mi amava come la stessa anima sua; tutte le mie nozioni della bontà mi furono date da lei: dal canto mio non mi sarei risparmiato sacrificio alcuno per farla felice, avrei dato la mia vita per la sua.... Ma non ci rivedremo mai più in questo mondo; e io.... io imparo a rassegnarmi!

«Per loro due e per un'altra persona di cui vi parlerò tra poco, ero pronto ad esulare, a lottare, a soffrire ed essere paziente. L'occasione si presentò, ed io non tardai a coglierla. Presto il supremo scopo della mia ambizione fu conseguito. Io guadagnavo abbastanza per me e per loro. In progresso di tempo giunsi anche a farli godere un po' di lusso. E avevo cominciato ad attendere il giorno non lontano in cui il mio sospirato ritorno avrebbe finalmente reso perfetta la nostra felicità, mentre, ahimè, la notizia della morte del nonno era per via, e mia madre anch'ella già declinava lentamente ma inesorabilmente verso la tomba!

«Tutt'e due oggi sono partiti dal mondo, e io sarei rimasto tanto solo da desiderare quasi di seguirli, se non fosse quella creatura il cui amore m'avvincerà alla terra finchè ella vi soggiornerà meco.

— E lei? — domandò Filippo Amory con un ardore che Guglielmo, assorto nei propri pensieri, non osservò.

— È una giovanetta — rispose questi — senza famiglia, nè ricchezza, nè bellezza; ma dotata d'uno spirito così alto che la fa nobile, d'un cuore così generoso che la fa ricca, di un'anima così pura che la fa bella. —