«Ella già prima era più che una sorella per me, era l'amica mia dilettissima, la mia assidua corrispondente; adesso m'avvincono a lei legami che non sono terreni e su cui il tempo non ha potere....

XLIV.

Ebbi occasion di metterti alla prova

E a fondo scandagliar l'anima tua,

Or confesso che invitto ti trovai

Contro le tentazioni....

Milton.

— Certo, — disse Filippo Amory che aveva pazientemente ascoltato la storia di Guglielmo fino alla fine — io comprendo i vostri sentimenti. Un uomo d'animo generoso non può se non serbare una profonda e perenne gratitudine a colei che con tanta devozione e tanta abnegazione vegliò sugli ultimi giorni dei suoi cari, ai quali non poteva dedicarsi egli stesso, e prestò loro una faticosa assistenza: il calore con cui elogiate quella ragazza vi onora, Sullivan. Anche ella dev'essere una persona di rara virtù per avere mantenuto così fedelmente una promessa fatta in un tempo remoto, quand'era ancora quasi una bambina, promessa dalla quale un'amica meno perfetta non si sarebbe creduta vincolata, fosse a costo d'un sacrificio. Tuttavia non vi lasciate indurre da sensi troppo cavallereschi ad immolarvi sull'altare della riconoscenza.

«Io stento ad ammettere che un giovane che ha avuto l'ambizione di tracciarsi e seguire sulla via della fortuna una carriera come quella da voi finora felicemente corsa, abbia potuto prendere a mente calma la seria risoluzione d'unire sè e la sua sorte a un'umile compagna d'infanzia, figlia d'ignoti, nè ricca nè bella, salvo che non sia già impegnato a farlo, contro sua voglia, o trascinato a cotesto matrimonio dall'idea che soltanto donando ciò che possiede di più prezioso, vale a dire sè stesso, giungerà a cancellare l'immenso debito che pesa su lui. M'è lecito domandarvi se siete già legato da una promessa?

— No, — rispose Guglielmo.