Filippo Amory, sbadatamente traditosi palesando d'esser meglio informato che il giovane non potesse immaginarsi, esitò un momento, ma presto riprese la padronanza di sè, e rispose con apparente franchezza:

— Per dirvi il vero, Sullivan, io ho veduto la ragazza in compagnia d'un vecchio dottore.

— Il dottor Jeremy? — fece Guglielmo, pronto.

— Appunto lui.

— Quando la vedeste? Dove, e come?

— Non m'interrogate! — disse il signor Amory con un tono leggero e petulante, il quale pareva significare che la cosa non aveva importanza, e che gli seccava entrare in particolari. — M'imbattei in quel vecchio medico nel corso d'un mio viaggio, e cotesta Gertrude Flint era seco. Egli mi narrò alcuni fatti che la concernevano, e che, devo dirlo, non tornano a suo svantaggio: mettendovi in guardia contro un matrimonio sconveniente, non parlo che in generale. —

Guglielmo lo fissò con uno sguardo tra scrutatore e maravigliato, e parve in procinto d'insistere per ottenere spiegazioni più chiare; ma quegli riprese il filo del suo ragionamento senza lasciargli tempo di aprir bocca.

— Cotesta Gertrude, come vi dicevo, sarà per voi una catena al piede, un ostacolo irremovibile opposto a tutti i vostri sforzi per essere ricevuto nel mondo elegante dove ella certo non è atta a brillare. Avete affermato voi stesso che non possiede nè ricchezze nè bellezza; della sua famiglia non sapete niente, e potete aspettarvi, se mai la scoprite, che non sia tale da farle onore. Credo pertanto di darvi un consiglio dettato dal senso comune, ammonendovi a ponderare le circostanze prima di vincolarvi in condizioni tanto disuguali.

— Non dubito, signor Phillips, — disse Guglielmo rimettendosi a sedere, e ricomponendosi in un atteggiamento calmo — che gli argomenti da voi addotti con grande vigore per decidere una questione da cui dipende la mia felicità, siano fondati su ragioni positive e sul sincero desiderio di promuovere la mia fortuna. Confesso però che giudicandovi secondo il concetto fattomi di voi durante la nostra breve ma abbastanza intima relazione, eravate proprio l'ultima persona da cui mi sarei aspettato consigli come cotesto, perchè vi stimavo tanto indipendente dall'opinione del mondo e indifferente al suo plauso, da credere che non dovessero aver peso sui vostri criterî nel guidare un giovane.

«Ma quantunque i vostri suggerimenti non mi facciano mutare proposito nè abbiano influsso alcuno sull'animo mio, apprezzo la sincerità e il calore con cui avete procurato di convertirmi a un modo di pensare che voi giudicate saggio; e risponderò con franchezza tale da persuadervi, spero, ch'io, lungi dal seguire gl'impulsi d'un cieco entusiasmo, dal prendere inconsultamente una risoluzione precipitata della quale potrei in seguito pentirmi, obbedisco a sentimenti che sono approvati dalla ragione, e hanno già sostenuto la prova dell'esperienza.