Gertrude si rizzò, ma tremava da capo a' piedi così forte, che non osò muovere un passo. Egli venne innanzi, la guardò, esitante, poi domandò inchinandosi:
— La signorina Flint?... È qui? —
Ella divenne di fiamma. Volle rispondere e non potè.
Non era necessario, del resto. Quel rossore bastava. Guglielmo la ravvisò, mosse vivamente verso di lei, le afferrò la destra.
— Gertrudina! È mai possibile? —
La franchezza e la semplicità delle sue maniere, l'ardore con cui le aveva preso e le teneva stretta la mano tranquillarono alquanto la turbata giovanetta. Il ghiaccio era rotto. Le riapparve per un istante il caro ragazzo d'una volta, il compagno della sua infanzia, l'amico diletto.
— Oh, Guglielmo, sei tornato finalmente! Sono tanto contenta di vederti! —
Il suono delle loro voci destò il signor Graham che s'era appisolato e non aveva udito nè la scampanellata nè il passo del visitatore. Si voltò nel suo seggiolone, poi si alzò da sedere. Guglielmo abbandonò la mano di Gertrude e si fece incontro al padrone di casa.
— Il signor Sullivan, — balbettò ella tentando di compiere secondo le regole la formalità della presentazione.
E scambiata che ebbero i due signori la stretta di mano di prammatica, sedettero tutti e tre.