Il signor Graham tornò ad accomodarsi nella sua poltrona, e si mise a guardare il fuoco. Seguì una seconda pausa, più penosa della prima.
Questa volta ruppe il silenzio Gertrude, rispondendo all'osservazione interrotta:
— Anche voi siete molto mutato. —
Subito temè che le sue parole lo avessero ferito, potendo egli interpretarle in senso ben diverso, e di nuovo il sangue le affluì alle gote.
Ma egli non parve addarsene.
— Sì, — disse — il clima dell'Oriente produce notevoli alterazioni nell'aspetto di una persona; ma non credo d'esser mutato quanto voi. Pensate, Gertrude, ch'eravate una bambina quando io partii da Boston! Dovevo pur sapere che troverei una signorina fatta, ma non me la figuravo punto!
— Quando lasciaste Calcutta?
— Verso la fine di febbraio. Passai la primavera a Parigi.
— Non me lo scriveste, — mormorò Gertrude con voce spenta.
— No, perchè ero in procinto sempre d'imbarcarmi, e volevo farvi un'improvvisata. —