— Siete stata per loro una padroncina amorosa. Quelle creaturine sono tanto delicate!

— Li ho molto cari.

— Oh, voi, Gertrude, vi prendete tal cura di coloro che amate, da conservarli in vita quanto più a lungo sia possibile! —

Il tono, meglio ancora che le parole, esprimeva il suo sentimento. Gertrude tacque.

— La signorina Graham sta bene? — domandò Guglielmo.

Ella rispose che i suoi nervi avevano sofferto una grande scossa nella terribile catastrofe per cui era passata; vennero così a discorrere del piroscafo incendiato, ma la fanciulla s'astenne dal dirgli che si trovava anche lei tra i passeggeri.

Guglielmo parlò con viva commozione del disastro, biasimò severamente la temerità e la negligenza che lo avevano cagionato; e terminò dicendo che v'erano a bordo alcuni suoi pregiati amici, ma ch'egli ignorava che ci fosse tra essi la signorina Graham, da lui venerata ed amata per amor di Gertrude.

A poco a poco la conversazione dei due giovani andava facendosi più spigliata, inclinava all'antica familiarità. Egli era venuto a sedersi sul canapè, accanto a lei, a fine di parlare più liberamente, perchè sebbene il signor Graham fosse, o almeno sembrasse di nuovo addormentato, non si poteva già dimenticare la sua presenza.

Ma Gertrude evitava a bello studio certi soggetti sui quali sarebbe stato naturalissimo che s'intrattenessero, e anzi ch'ella manifestasse una curiosità affettuosa: le cause dell'inopinato ritorno di Guglielmo, la durata della sua permanenza in patria, i suoi disegni per l'avvenire, e segnatamente le ragioni che lo avevano indotto a differire più d'una settimana, dopo arrivato, la visita alla fida amica. Ella vietava a sè stessa queste domande. Non si sentiva preparata a ricevere nè a chiedere le sue confidenze su cose che indubitatamente concernevano il suo fidanzamento con Isabella Clinton; pertanto non solo non lo interrogò in proposito, ma si diede gran pena di stornare il discorso s'egli accennava a dirne qualche cosa. E Guglielmo, ferito nel profondo dell'anima da quell'apparente strana indifferenza, si ratteneva dal forzarla ad ascoltare particolari dei quali ella mostrava di non curarsi.

Parlarono della vita di Calcutta, delle novità di Parigi, della scuola dov'ella aveva insegnato, e di molte altre cose, ma non dissero parola di ciò che stava loro sul cuore. Infine una delle persone di servizio si presentò sulla soglia, e, senza vedere Guglielmo, avvertì che il tè era pronto. Il signor Graham si rizzò, e si volse, dando le spalle al fuoco. Si rizzò tosto anche il giovane e fece per accomiatarsi. Con rigido tono d'urbanità il padrone di casa lo invitò a rimanere. Gertrude avrebbe voluto insistere perchè accettasse, ma egli ringraziò ricusando così recisamente ch'ella comprese che la poco graziosa accoglienza del signor Graham lo aveva offeso.