— Non vengo per questo, signorina; — rispose la ragazza — c'è una lettera. —

Gertrude balzò a terra e corse ad aprire.

— Un ragazzino me l'ha consegnata, ed è scappato a gambe, — proseguì Gianna mettendole in mano un plico voluminoso. — M'ha raccomandato di darvela immediatamente.

— Portatemi un lume, — disse ella.

Mentre la servetta andava per il lume, Gertrude esaminava il plico cercando d'indovinare che potesse contenere quella missiva di così straordinarie dimensioni e tanto pesante. Non credeva possibile che fosse la risposta del signor Amory: l'aspettava al più presto entro il giorno seguente. Da chi mai proveniva? Ma non appena Gianna rientrò recando luce nella stanza, ella riconobbe la scrittura di lui: ansiosamente ruppe il suggello ed estrasse dalla busta parecchi fogli coperti di fitti caratteri.

Li lesse con un'avidità e un'intensa commozione, che la grave importanza del contenuto ben giustificava.

XLVI.

Ha rapide e violente ore la vita

Che nel precipitoso corso l'opra

Fanno d'una tempesta....